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SINERGIE

I Consorzi Collio e Colli Orientali del Friuli si uniscono in un’Ati per la promozione reciproca

Un progetto comune per far conoscere con maggiore forza e mettendo a frutto le proprie esperienze i rispettivi territori ed i grandi vini friulani

Uno rappresenta un territorio di vitigni autoctoni (il più grande in Italia) e distintivi, nella fascia collinare che guarda Udine, per oltre 2.000 ettari di superficie vitata dove dominano varietà come la Malvasia, il Picolit, il Pignolo, il Refosco dal Peduncolo Rosso, la Ribolla Gialla, lo Schioppettino, il Tazzelenghe, il Tocai friulano e il Verduzzo friulano; l’altro è “enclave” bianchista tra le più prestigiose d’Italia, dove i vigneti sono i “giardini di casa” dei produttori, in quel Friuli Venezia Giulia che è anche terra di confine tra Italia e Slovenia, disegnato da una “mezzaluna” di territorio di 7.000 ettari in totale, di cui 1.300 di vigneti nelle colline che poggiano sulla “ponca”, il terreno identitario del Collio. Due fiori all’occhiello del Friuli, il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo ed il Consorzio Collio, che si uniscono in un progetto, certificato dall’accordo raggiunto che sancisce la nascita dell’Ati (Associazione temporanea di impresa), con il quale i due territori si impegnano in strategie comuni per la reciproca promozione.
Il Consorzio Collio nasce nel 1964 ottenendo la Doc nel 1968, mentre la storia del Consorzio Friuli Colli Orientali inizia nel 1970: rappresentano le due storiche realtà di tutela e promozione della regione e sono considerate un vero e proprio riferimento nazionale per la produzione di vini bianchi, ma non solo. Due realtà molto attive per la tutela e la promozione dei rispettivi territori e che da anni si distinguono per importanti iniziative in Italia e all’estero. E se tutte le attività dei singoli consorzi continueranno ad andare avanti, la novità è che verrà costruito un progetto comune per poter far conoscere con maggiore forza i rispettivi territori, unendo le proprie esperienze e idee maturate nel tempo. Un “patto” che supera la storia e che guarda al futuro con nuove prospettive.
“L’accordo che abbiamo firmato insieme al Collio - ha spiegato Filippo Butussi, presidente del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo - mi rende orgoglioso e ci permette di cominciare a ragionare insieme e con grande forza. Potremo non soltanto condividere idee e progetti, ma mettere in campo la forza delle nostre strutture. Noi abbiamo una struttura pronta a lavorare e siamo pronti ad impegnarci per il bene di tutto il comparto”.
Entusiasmo e fiducia è il “sentiment” che arriva anche da Luca Raccaro, presidente Consorzio Collio: “siamo territori vicini che hanno identità precise, ma che condividono molto tra di loro. Questa è un’opportunità per farci conoscere con azioni mirate con la voglia di creare momenti comuni dove le persone possano conoscerci e innamorarsi dei nostri vini e dei nostri territori”.
Per l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, “l’accordo sottoscritto tra il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio rappresenta sicuramente un importante passo avanti verso forme di collaborazione territoriale sempre più necessarie per rafforzare l’organizzazione e la promozione dei nostri produttori. Si tratta, infatti, di territori che condividono una matrice comune dal punto di vista geografico e culturale e che possono lavorare insieme per valorizzare al meglio il territorio, le sue peculiarità e le sue caratteristiche uniche. Allo stesso tempo, questa collaborazione consente di promuovere in maniera ancora più efficace i prodotti che nascono da queste colline, inserendoli all’interno di una strategia di promozione integrata del territorio e del vino che, nel caso dei due Consorzi, sono elementi profondamente e naturalmente legati tra loro”.

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