02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
PINK

I rosati italiani nel gotha della categoria: Guerrieri Rizzardi e Le Fraghe in “Rosés de Terroirs”

L’associazione fondata nel 2020 in Francia da alcuni dei nomi più prestigiosi del vino rosé transalpino per promuovere nel mondo i rosé di territorio

Se è vero, come raccontano i dati sui consumi di vino in Usa (e come abbiamo riportato appena qualche giorno fa), che i rosati sono la categoria più performante degli ultimi anni, destinati a crescere a ritmi elevati almeno fino al 2024 (+70%), per i rosé italiani trovare il proprio posto sul mercato diventa decisamente importante. Meglio - restando sull’analisi “Il mercato dei rosati negli Stati Uniti”, firmata da Enolytics per Ita - Italian Trade Agency - se nella fascia di prezzo più alta, quella sopra i 20 dollari a bottiglia allo scaffale, dove la competizione non è con le produzioni nazionali, perlopiù californiane, ma con i rosé francesi. Che, a quanto pare, non hanno alcuna intenzione di esacerbare la concorrenza, visto che l’associazione internazionale dei “Rosés de Terroirs”, fondata nel 2020 in Francia, a Tavel, dove nel 1936 è nata la prima denominazione di origine al mondo dedicata esclusivamente al rosé, da alcuni dei più prestigiosi nomi del mondo del vino rosé transalpino per promuovere nel mondo i rosé di territorio, ha aperto le porte a due produttori di Chiaretto di Bardolino, ad oggi prime ed uniche realtà italiane: Guerrieri Rizzardi, guidata da Agostino Rizzardi, vicepresidente del Consorzio del Chiaretto, insieme al fratello Giuseppe, e Le Fraghe, della vignaiola e presidente Fivi - Vignaioli Indipendenti Matilde Poggi.

“Il rosé - spiega la coordinatrice del gruppo, Sandra Gay-Moulines - è ormai diventato uno stile di vino a sé stante, ma deve ancora farsi spazio nel mondo dei vini di terroir. I rosé di terroir esistono, ma la loro visibilità e la loro valorizzazione rimangono insufficienti. L’obiettivo dell’associazione è accelerare il riconoscimento dei rosé di terroir in Francia e nel mondo e di sviluppare un vero e proprio segmento di mercato dedicato a questo tipo di rosé”, caratterizzati (come il Chiaretto di Bardolino) da una profonda radice storica e da una fortissima identità territoriale. Presidente dei “Rosés de Terroirs” è Guillaume Demoulin di Château de Trinquevedel, celebre produttore di Tavel, mentre il vicepresidente è Etienne Portalis di Château Pradeaux, uno dei nomi più conosciuti del Bandol, in Provenza. Tra i fondatori del sodalizio compaiono aziende di primissimo piano del rosé francese, come Château de Pibarnon, La Bastide Blanche, Domaine La Suffrène, Domaine de Terrebrune, Château de Roquefort.

Copyright © 2000/2022


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2022

Altri articoli