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I VIGNAIOLI INDIPENDENTI

I Vignaioli Indipendenti, custodi e tutori dei propri territori, si ritrovano a Piacenza

Da domani al 28 novembre torna il “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti”: tra operatori e appassionati (ci sarà anche WineNews)

I Vignaioli Indipendenti, quelli che coltivano le proprie vigne, vinificano la loro uva, imbottigliano il loro vino e ne curano personalmente la vendita, sotto la propria responsabilità, con il loro nome e la loro etichetta, impegnati quotidianamente in un processo che segue tutta la filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza, riuniti nella Fivi, da domani al 28 novembre si ritrovano al “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” n. 11, di scena a Piacenza, con 870 vignaioli provenienti da tutte le regioni d’Italia che incontreranno appassionati ed operatori del settore, per raccontare prima persona il loro lavoro, la loro filosofia e la loro identità, tra assaggi ed acquisti (ci sarà anche WineNews, che raccoglierà l’umore dei vignaioli in una fase complessa per la vita delle cantine, tra caro energia, inflazione galoppante, e il timore di una recessione che, ormai, sembra alla porta, ndr).
Il prologo, nei giorni scorsi, è stato l’annuncio del Premio “Leonildo Pieropan” (istituito nel 2014 e dal 2018 intitolato alla memoria di Leonildo Pieropan), che ha visto negli anni premiare Lino Maga (2014), Elisabetta Fagiuoli (2015), Luigi Gregoletto (2016), Forlini Cappellini (2017), Giuseppe Fanti (2018), Lorenzo Accomasso (2019) e Ampelio Bucci (2020/21), a Costantino Charrère, vignaiolo in Valle d’Aosta con Les Crêtes, fondatore e primo presidente Fivi.
Annunciate anche le masterclass di degustazione, organizzate nel Mercato, tutte aperte al pubblico (qui per registrarsi): quattro appuntamenti di approfondimento, in programma tra sabato e domenica, pensate per capire come lavorano i Vignaioli Indipendenti, che mettono al centro dell’attenzione il Trebbiano d’Abruzzo, a cinquant’anni dalla nascita della Denominazione, il Sauvignon di montagna di Peter Dipoli, Vignaiolo in Südtirol, tra i padri nobili di Fivi, il Barbaresco “Basarin” della famiglia Adriano, una storia contadina che parte dalla mezzadria e arriva alla valorizzazione di uno dei cru più interessanti di quel territorio, ed una degustazione in omaggio al “Vignaiolo dell’anno”, con un approfondimento sui vini di Les Crêtes in compagnia del Master of Wine Gabriele Gorelli.

Focus - Premio “Leonildo Pieropan” a Costantino Charrère: le motivazioni
“Quella di Costantino Charrère è la storia di chi, con grande lungimiranza, ha “imposto” la difesa del territorio all’attenzione delle istituzioni e dei media. Nella sua Valle d’Aosta, con l’intuizione di vinificare e imbottigliare un “cru” già negli anni Settanta del Novecento, stimolando con il suo esempio molti vignaioli della Valle a imbottigliare il loro vino e a definire il loro territorio, scongiurando il pericolo che l’interesse per i vini di montagna portasse aziende di fuori ad acquisire vigneti e uve da vinificare fuori regione. E a livello nazionale ed europeo, partecipando alla nascita di Fivi, di cui è stato il primo presidente. Costantino Charrère ha capito prima degli altri quanto fosse importante dare forza e rappresentanza ai vignaioli e alle vignaiole italiane, entrando nelle “stanze dei bottoni” della politica europea e italiana. Grazie a lui tante storie personali sono diventate storia collettiva: la portata politica e umana della sua figura ha dato un contributo fondamentale alla crescita di una grandissima famiglia della quale è stato il responsabile “pater”. Senza Costantino Charrère avrebbe prevalso la deriva individualista che spesso serpeggia tra vignaioli: fu lui a far sì che collaborazione, responsabilità e spirito di servizio diventassero i capisaldi della Fivi, ma senza abbandonare mai il calore umano e il piacere dello stare assieme. Il suo spirito e la sua visione rimangono vivi e inalterati a guidare l’associazione, e in qualche modo le vigne di cui è responsabile non sono soltanto quelle decine di ettari che crescono floride nella Valle, ma i 13.000 ettari dei Vignaioli Fivi in tutte le regioni d’Italia”.

Focus - “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti”: le masterclass
Sabato 26 novembre - ore 11.30/13.00
Trebbiano d’Abruzzo, tra passato e futuro
Cinquant’anni fa nasceva la Doc Trebbiano d’Abruzzo: iniziava il cammino verso la valorizzazione di un territorio di grande vocazione attraverso un vitigno dall’identità complessa. A mezzo secolo di distanza, il Trebbiano ha conquistato l’attenzione che merita, ma soprattutto è diventato oggetto della cura e della competenza di tante/i Vignaiole/i abruzzesi, che lo interpretano con passione e originalità, nel rispetto di una tradizione secolare. Andiamo a conoscerlo meglio degustando 6 annate speciali di altrettante aziende associate Fivi. Conducono Emilio Rapino (vignaiolo in Abruzzo), Ludovico Botti (vignaiolo nel Lazio) e Paolo Trimani (enotecaro e Vignaiolo).

In degustazione:
Emidio Pepe - Trebbiano d’Abruzzo Doc 2004
Speranza Edoardo - Trebbiano d’Abruzzo Doc “Impeto” 2009
Fattoria Teatina - Trebbiano d’Abruzzo Doc “Fa’bene” 2014
Cirelli Francesco - Trebbiano d’Abruzzo Doc “Anfora” 2017
De Angelis Corvi - Trebbiano d’Abruzzo Doc “Fonte Raviliano” 2018
Cataldi Madonna - Trebbiano d’Abruzzo Doc 2021

Sabato 26 novembre - ore 14.30/16.00
Les Crêtes : attitudine contemporanea e identità cristallina
Come l’innovazione ha supportato Les Crêtes nel valorizzare un territorio come la Valle D’Aosta? Lo scopriremo attraverso una degustazione di 3 tipologie di vini di Les Crêtes tappati con chiusure innovative e sostenibili. Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano e Brand Ambassador Vinventions, dialoga con Matilde Poggi (Vignaiola in Veneto, presidente Cevi e già presidente Fivi) e con Raffaele Crotta, enologo di Les Crêtes, azienda guidata da Costantino Charrere, primo presidente Fivi.

In degustazione:
Les Crêtes - Pinot nero Valle d’Aosta Doc 2021
Les Crêtes - Cornalin Valle d’Aosta Doc 2021
Les Crêtes - Pinot Grigio Brulant Valle d’Aosta Doc 2021 e 2019

Domenica 27 novembre - ore 11.30/13.00
Il “Voglar” Di Peter Dipoli: un Sauvignon di montagna
Sui pendii terrazzati situati tra i 500 e i 600 metri a Penone, una frazione di Cortaccia (BZ), Peter Dipoli coltiva il suo Sauvignon. Lo ha chiamato “Voglar”, come l’antico nome della zona. Posizione, altitudine e natura calcarea di quel territorio creano le condizioni per la produzione di un vino bianco unico. Cinque annate ce lo faranno conoscere in tutte le sue sfumature, grazie alla presentazione del suo creatore, Peter Dipoli, tra i fondatori e pionieri Fivi. Conduce Peter Dipoli (Vignaiolo in Alto Adige) con lo scrittore Massimo Zanichelli.

In degustazione:
Alto Adige Sauvignon Doc “Voglar” Peter Dipoli: 2010, 2013, 2015, 2018, 2019

Domenica 27 novembre - ore 14.30/16.00
Il Barbaresco “Basarin”: una storia di famiglia
Il 1968 è stato l’anno della svolta: la famiglia Adriano, originariamente mezzadri, acquista la sua prima cascina nella frazione San Rocco Seno d’Elvio ad Alba. Nel 1994 Marco e Vittorio imbottigliano il loro primo vino, iniziando così la loro storia di Vignaioli indipendenti. Attraverso 5 annate del loro Barbaresco Docg “Basarin” scopriremo le caratteristiche di un cru che entra nella storia degli Adriano per la prima volta nel 2000, con la prima vinificazione. Conducono Michela Adriano (vignaiola in Piemonte) e Claudio Fenocchio (vignaiolo in Piemonte).

In degustazione:
Barbaresco Docg “Basarin” Adriano Marco e Vittorio: 2000, 2005, 2013, 2017, 2019

Focus - Fivi: Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2008, che si propone di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del Vignaiolo Indipendente italiano, inteso quale soggetto che attua il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento ed alla commercializzazione del prodotto finale. Attualmente sono oltre 1400 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di 13.000 ettari di vigneto. Il marchio Fivi raffigura “Ampelio”, immagine di un vignaiolo che porta una cesta d’uva sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In questa figura è riassunto tutto quello che per la Fivi significa essere Vignaioli, impegnati quotidianamente in un processo che segue tutta la filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza.

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