Più risorse per la Pac, difesa della reciprocità commerciale e una strategia di tutela comune per i prodotti Dop e Igp. Il Vertice Intergovernativo Italia-Francia, n. 36, che si è tenuto ieri 25 giugno ad Antibes, in Costa Azzurra, si chiude con un asse agricolo Roma-Parigi fortemente rilanciato, finalizzato a fare sponda comune a Bruxelles in vista dei prossimi negoziati europei. A Villa Thuret, nei vari incontri tra i Ministri dei due Paesi, c’è stato anche il bilaterale tra il Ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, e la controparte francese, Annie Genevard, con al centro la Politica Agricola Comune (Pac). Per le due potenze agroalimentari - leader in Europa nella filiera agricola per valore aggiunto prodotto nella media 2024/2025 (41 miliardi di euro l’Italia e 32 miliardi la Francia) con posizioni invertite, ma pur sempre al vertice, anche nel valore delle esportazioni mondiali di vino (nel 2025, i transalpini hanno registrato 11,2 miliardi di euro precedendo lo stivale a 7,78 miliardi) - la linea è chiara: la Pac è un asset strategico intoccabile e non si presterà a tagli di bilancio, dovendo anzi garantire fondi adeguati per transizione climatica e stabilità dei mercati.
Italia e Francia hanno ribadito anche, rispetto al commercio internazionale, il “principio di reciprocità”. E, quindi, segno ok allo stop all’ingresso sul mercato Ue di merci straniere che non rispettano i rigidi standard ambientali e sanitari imposti agli agricoltori europei. Parallelamente, sul fronte dei consumi, si punta all’estensione dell’obbligo di etichettatura d’origine a livello comunitario.
Ma oltre alle parole, la cooperazione tra Roma e Parigi si è tradotta anche in atti formali. È stato siglato un memorandum d’intesa sulle Indicazioni geografiche (con il coinvolgimento dell’Inao) per rafforzare la tutela delle produzioni di qualità e fissata anche la tabella di marcia 2026-2027, che prevede il potenziamento dei controlli anti-contraffazione (anche digitali) e un coordinamento nei mercati esteri. Infine, sul piano della ricerca, è stata siglata una dichiarazione d’intenti tra gli istituti Crea e il francese Inrae per l’innovazione e la sostenibilità scientifica nel settore.
“Un’alleanza strategica, fortemente voluta dai due Ministri dell’agricoltura per affrontare insieme le grandi sfide globali dell’agroalimentare del nostro tempo, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico - ha commentato il presidente Crea, Andrea Rocchi - questa intesa ci consentirà di rafforzare la collaborazione tra i nostri due Paesi su innovazione, sostenibilità, resilienza e competitività dei sistemi agroalimentari, mettendo a sistema competenze scientifiche di eccellenza nell’ambito della nostra partecipazione a progetti europei e internazionali. L’obiettivo è comune: sostenere le nostre imprese del settore primario nella transizione climatica, digitale ed energetica, nel produrre di più con meno, nell’acquisire competenze, conoscenze e soluzioni economicamente accessibili e di pronto utilizzo”.
La collaborazione tra i due istituti di ricerca, dalla durata di quattro anni e rinnovabili, punterà su temi come agroecologia, qualità e sicurezza alimentare, economia circolare e tecnologie innovative, dal digitale alle biotecnologie, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso modelli produttivi sostenibili, che aumentino le rese produttive riducendo l’utilizzo di input chimici e lo spreco di risorse naturali.
In generale, il pacchetto di intese definito ad Antibes, spiega il Ministero dell’Agricoltura italiano, segna un rafforzamento della cooperazione bilaterale, con l’obiettivo di tradurre la convergenza politica in iniziative comuni nei prossimi passaggi europei, a partire dalla riforma della Pac e dal futuro piano d’azione sulle Indicazioni geografiche.
“Esprimiamo apprezzamento per l’esito del vertice intergovernativo Italia-Francia, svoltosi ad Antibes, sui temi che riguardano il settore primario. Riteniamo positivo - commenta Confagricoltura - il rilancio di un dialogo bilaterale, in linea con lo spirito del Trattato del Quirinale, siglato cinque anni fa tra i due Paesi che sono ai primi posti in ambito europeo per valore complessivo della produzione agricola e per valore aggiunto. Fondamentale l’impegno sui fertilizzanti a ridotto impatto ambientale, per rafforzare la filiera produttiva, così da favorire maggiore accessibilità ed emancipazione dall’estero, a vantaggio dei nostri agricoltori e, più in generale, della sicurezza alimentare di tutti. Bene l’attenzione verso i "benefici reciproci, che tengano conto dell’impatto cumulativo delle concessioni sui nostri settori agricoli" e l’intento condiviso di “ridurre la dipendenza dell’Unione Europea”: un principio necessario per una competizione sana e una crescita mutuamente vantaggiosa”.
Per Confagricoltura, ancora, “ottimo il comune impegno a rafforzare la Pac; così come la responsabilità verso una vicendevole promozione di produzioni Dop e Igp. Positiva la volontà di rafforzare la collaborazione su dossier necessari per la resilienza e lo sviluppo del settore; nello specifico: ricerca agricola, istruzione e formazione professionale. La scelta di inserire l’agricoltura tra i settori strategici della cooperazione bilaterale rappresenta un segnale importante in una fase in cui il comparto primario europeo è chiamato ad affrontare sfide decisive, come: emergenza climatica, sicurezza alimentare, tutela del reddito degli agricoltori e competitività delle filiere. Accogliamo, quindi, con favore l’impegno assunto dai due Governi a rafforzare il coordinamento politico e tecnico su temi di comune interesse”.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026