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IL BRUNELLO MANTIENE IL SUO PRIMATO NEGLI STATI UNITI: UNA BOTTIGLIA SU QUATTRO FINISCE SUL MERCATO A STELLE E STRISCE. LA DOMANDA ESTERA ASSORBE IL 62% DEL CELEBRE VINO DI MONTALCINO, IN CRESCITA ANCHE NEI PAESI “EMERGENTI” (INDIA, CINA, RUSSIA …)

Gli americani ormai non possono più “separarsi” dal Brunello: una bottiglia su quattro del celebre vino prodotto a Montalcino viene infatti stappata negli Stati Uniti, e il mercato a stelle e strisce da solo assorbe il 25% dell'export. E proprio la domanda estera rappresenta una fetta importante del giro d'affari del distretto di Montalcino, tanto che su oltre sei milioni di bottiglie prodotte nel 2006, ben il 60% viene venduto sui mercati internazionali. I produttori, intanto, si preparano al debutto delle nuove annate: a ''Benvenuto Brunello'' (23-24 febbraio, a Montalcino), la kermesse che attira importatori, buyers e giornalisti di tutto il mondo, dove sarà presentato il Brunello 2002, l'attesissimo Brunello Riserva 2001 e sarà assegnato il "rating" della vendemmia 2006.
Oltre all'America, mercato di riferimento per il Brunello dove l'anno scorso la domanda ha superato quota 1,5 milioni di bottiglie, buone performance di vendite le hanno spuntate Germania (9% del mercato), Svizzera (7%), Canada (5%), ma anche Inghilterra (3%) e Giappone (3%). Accanto ai "colossi" si vanno poi affermando, anno dopo anno, anche nuove mercati emergenti che vanno apprezzando sempre più i prodotti di Montalcino.
Succede così che il Brunello incontra crescenti richiesti e apprezzamenti anche nel Nord Europa, con Svezia e Danimarca in testa, e nell’Est Europa, in Russia, Polonia e Romania. In America Latina la prima destinazione del Brunello di Montalcino è il Messico, seguita da Panama e Venezuela e Brasile. Nell’estremo Oriente arrivano, complessivamente, il 2-3% delle vendite di Brunello con Corea in testa seguita da Cina e India, destinate a raddoppiare la loro domanda nel corso del prossimo biennio. Bene anche la ricca Dubai dove il Brunello è molto richiesto nei ristoranti di gran lusso.
Quel che non vola all'estero è invece tutto dedicato al mercato interno per la gioia degli enoappassionati italiani. Montalcino da solo assorbe il 17% della produzione (di cui l'8% con vendita diretta in azienda), il resto della Toscana il 7%, il 6% va nel resto del Centro Italia 6%, l'8% nel Nord Italia, mente nel Sud Italia solo l'1%. Oltre a sua maestà il Brunello la produzione di vini di Montalcino annovera il Rosso di Montalcino Doc (4,6 milioni di bottiglie), il Moscadello Doc (quasi 92 mila bottiglie), i vini bianchi e rossi della Doc Sant'Antimo (500.000 bottiglie), i "supertuscans" (500mila bottiglie) e i vini Igt (3 milioni di bottiglie). Dalle vinacce di Brunello si producono inoltre 250 mila bottiglie di grappa.
In tutto il territorio operano complessivamente 250 produttori, di cui 200 imbottigliatori. Il 100% dei produttori - unico caso in Italia - sono iscritti al Consorzio del Brunello, l'organo di tutela e di controllo del vino di Montalcino. Complessivamente su 3000 ettari di vigneto ben 2000 sono iscritti all'albo del Brunello. In termini di superfici vitate, la dimensione delle aziende è per il 22% inferiore ad un ettaro, per il 29% compresa tra 1 e 3 ettari, il 15% tra 3 e 5 ettari, un altro 15% tra 5 e 15 ettari, il 9% si colloca tra 15 e 100 ettari, mentre solo l'1% delle aziende è sopra i 100 ettari di vigneto; il 9% sono imprese esclusivamente commerciali.

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