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ECCELLENZE

“Il cibo al centro della dignità dei poveri”. Alla Comunità di Sant’Egidio il Premio Artusi 2021

La cerimonia il 16 ottobre alla Chiesa dei Servi in Casa Artusi a Forlimpopoli, la città natale del padre dell’Italia unita ai fornelli
PREMIO ARTUSI, SANT'EGIDIO, Non Solo Vino
“Il cibo al centro della dignità dei poveri”. Alla Comunità di Sant’Egidio il Premio Artusi 2021

La Comunità di Sant’Egidio si aggiudica il Premio Artusi 2021, riconoscimento dedicato al padre dell’Italia unita ai fornelli, autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, anche noto semplicemente come “l’Artusi”, pietra miliare dei manuali della cucina oltre che libro tra i più famosi e diffusi in lingua italiana, particolare che fa di Artusi uno dei padri nobili della lingua e della letteratura tricolore. La cerimonia è di scena sabato 16 ottobre alla Chiesa dei Servi in Casa Artusi a Forlimpopoli, la città in cui Astrusi nacque nel 1820 e che ogni anno ricorda il suo cittadino più famoso. Il Premio Artusi è stato istituito nel 1997 per la Festa Artusiana, come riconoscimento a chi, a qualsiasi titolo, si sia distinto per l’originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra l’uomo e il cibo.
L’assegnazione alla Comunità di Sant’Egidio è stata motivata con le seguenti parole: “per lo straordinario e continuo impegno nella costruzione di ponti di pace e dialogo nel Mondo, e per aver posto in particolare il cibo al centro della dignità e dell’identità dei poveri e dei migranti promuovendo la distribuzione dei pasti in strada, le mense comunitarie, i centri di accoglienza, il pranzo di Natale come occasioni di cura, relazione, fratellanza”. Alla premiazione interverranno Milena Garavini, sindaco del Comune di Forlimpopoli; Laila Tentoni, presidente della Fondazione Casa Artusi; Massimo Montanari, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Casa Artusi e Andrea Segrè, componente del Comitato Scientifico della Fondazione Casa Artusi. Il premio sarà ritirato da Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio, studioso e esperto di temi e programmi sociali e sanitari, già presidente del Comitato permanente sui diritti umani.
La cerimonia sarà preceduta, alle ore 17, dall’inaugurazione della mostra “Storia illustrata degli spaghetti al pomodoro” con acquerelli di Luciano Ragozzino e testi di Massimo Montanari, esposizione ispirata al saggio “Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro”, firmato da Massimo Montanari, docente e storico dell’alimentazione, e pubblicato da Laterza nel 2019. La mostra sarà visitabile dal 16 ottobre al 13 novembre a Forlimpopoli prima di spostarsi per una seconda tappa a Milano. La data del 16 ottobre non è casuale perché coincide con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e con l’anniversario n. 75 del trasferimento della sede della Fao da Washington a Roma. A completare il quadro l’esposizione “Dante, la pasta e Artusi”, con testi di Monica Alba e Giovanna Frosini, a cura di Andrea Tomasetig.
“Lieti ed onorati - ha sottolineato il sindaco di Forlimpopoli, Milena Garavini - di consegnare come città di Forlimpopoli, di concerto con il Comitato Scientifico di Casa Artusi, il Premio Artusi 2021 alla Comunità di Sant’Egidio, non solo come riconoscimento alla straordinaria opera di pace condotta, anche attraverso il cibo, dalla Comunità stessa, ma anche a conferma dell’attualità della figura di Artusi che ci invita per l’appunto a riflettere su tutte le forme di relazione tra l’uomo ed il cibo, non ultime quelle di natura solidale, così sentite in questi mesi. Un grazie, quindi, alla Comunità di Sant’Egidio per come interpreta da sempre il rapporto tra l’uomo ed il cibo ed un invito a tutti a tenerne conto nella nostra vita quotidiana, anche nel nome di Artusi”. “Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione - ha dichiarato Laina Tentoni - un doppio momento per ricordare come, in nome di Artusi, ci occupiamo di cibo per parlare di altro: il Premio Artusi, su proposta del Comitato Scientifico di Casa Artusi, per ricordare la solidarietà e la vicinanza ai più deboli e una mostra che non racconta solo la storia degli spaghetti, piatto icona della cucina italiana nel mondo, ma la nostra Storia costruita sull’apporto di diverse culture e, quindi, la definizione di una identità che ha in sè un valore primario: la diversità”. “Credo che questo riconoscimento - sono le parole di Andrea Segrè - che pone al centro i temi della dignità dell’uomo, del cibo buono, sano, sostenibile, per tutti e in quantità sufficiente, sia un segnale davvero importante. E sono lieto che Comune di Forlimpopoli e Comitato Scientifico abbiano condiviso questa scelta”.

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