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RISTORAZIONE

Il Coronavirus spegne i forni delle pizzerie: serve liquidità per salvare 150.000 attività

Un contributo da 10.000 a 20.000 euro: la richiesta presentata dall’Associazione Mani d’Oro al Governo

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio anche le pizzerie con locali costretti alla chiusura forzata e il “delivery”, chi può farlo, in grado soltanto di tamponare, a livello minimo, le perdite. Non a caso l’Associazione Mani d’Oro, che raggruppa migliaia di pizzerie in tutta Italia, ha voluto lanciare un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per mettere in risalto le difficoltà economiche che stanno affrontando oltre 150.000 pizzerie italiane in seguito al lockdown imposto dal Governo per arginare il dilagare dell’epidemia. Tra le proposte lanciate dall’Associazione Mani d’Oro c’è un contributo, fino a 10.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto e il resto da restituire in 2 anni, a pizzetterie e pizzerie che propongono asporto. Una tempistica richiesta anche per le pizzerie che ospitano fino ad un massimo di 60 posti a sedere (ma qui la cifra proposta si alza a 15.000 euro) e a quelle con una capienza maggiore (con un contributo chiesto che ammonta a 20.000 euro). “Non chiediamo la luna, semplicemente un minimo di sostegno”, afferma il presidente di “Mani d’Oro” Attilio Albachiara, sostenendo come il Governo “con questa immissione di liquidità a sostegno delle pizzerie, potrebbe salvare oltre mezzo milione di posti di lavoro”.

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