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IL MONDO CHE CAMBIA

Il futuro del mercato è nel segmento del lusso e dei prodotti premium. Per il vino e non solo

Le riflessioni di imprenditori come Lamberto Frescobaldi, Renzo Rosso, Bernabò Bocca e Riccardo Illy, dall’Assemblea Unione Italiana Vini (Uiv)
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Il futuro è nel segmento del lusso e del premium. Per il vino e non solo (ph: Freepik)

Il mondo sta cambiando velocemente, in tanti aspetti della vita. C’è una maggiore attenzione al benessere, non solo materiale e legato alle quantità di consumo, come è stato nel passato e negli anni del boom economico, ma sempre a quello “spirituale”, che chiama in causa la piacevolezza di un’esperienza, e con un occhio sempre più attento al tema del wellness e della salute, come sottolineato anche da Giuseppe Schirone (ricercatore Prometeia). Ed il vino non fa eccezione. E, con in consumi che per tutti questi fattori, in quantità, saranno inesorabilmente in calo, almeno da qui ai prossimi 20 anni, anche per l’invecchiamento della popolazione che oggi beve di più, con i giovani che non bastano a “rimpiazzarla”, il focus sarà sulla costruzione del valore, sulla quale serve un cambio di passo “perchè nonostante la crescita del vino italiano sia evidente negli ultimi 40 anni, se guardiamo a questo aspetto siamo più o meno sempre sugli stessi livelli”, ha detto ancora Schirone. E se allora, come succede con la moda, è fondamentale puntare sul segmento del lusso, “che è quello che garantisce più margine, che non conosce crisi e che consente di fare le cose migliori, più buoni e più sostenibili, perchè porta più risorse”, ha detto Renzo Rosso, alla guida di Diesel e di tanti altri top brand della moda, ma anche produttore di vino con il suo gruppo “Brave Wine” (con cui gestisce la sua cantina di Marostica, Diesel Farm a Marostica, e le partecipazioni in cantine come Benanti, sull’Etna, e Josetta Saffirio, nelle Langhe, e Masi Agricola, in Valpolicella, e che guarda allo sbarco a Montalcino, come raccontato a WineNews in questo video), sulla premiumizzazione concorda anche Lamberto Frescobaldi, imprenditore alla guida di uno dei nomi più importanti del vino italiano, e presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), che, però, sottolinea come non si debba dimenticare tutta quella fascia di mercato “dove il rapporto tra qualità e prezzo è determinante, perchè come succede nel mercato delle auto, i riferimento sono i grandi modelli di Bmw o di Audi, per esempio, ma alla fine l’auto più venduta è la Fiat Panda”. Messaggi e riflessioni arrivati dall’assemblea generale Unione Italiana Vini (Uiv), ieri a Roma, con i dati dell’Osservatorio Uiv sull’outlook al 2040, alla presenza, tra gli altri, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida (qui le sue parole).
“Credo nel posizionamento e in prodotti premium che consentono migliori marginalità e danno la possibilità alle aziende del settore di investire - ha detto Renzo Rosso - e lavorare in maniera più moderna. Servono investimenti in sostenibilità: oggi abbiamo l’obbligo di coltivare i nostri terreni in modo sostenibile, producendo meno e meglio. I nuovi consumatori lo chiedono già. Servono investimenti in tecnologia, ed è fondamentale presentarsi al mondo nel modo giusto. Il vino, in questo senso, deve fare un grande salto di visibilità: comunicare di più, social media, capsule, grafiche e bottiglie speciali, celebrities, eventi… bisogna creare quella coolness del vino, in cui oggi i francesi sono più bravi di noi, mentre noi abbiamo una ricchezza del territorio incredibile da valorizzare”. E se il ragionamento è condiviso, non tutto può essere lusso, e vale anche per i turismo, settore che, soprattutto in Italia, è legatissimo all’enogastronomia, come sottolineato tra gli altri da Bernabò Bocca, presidente del gruppo “Sina Hotels” e Federalberghi. “Il turismo in generale oggi sta andando molto bene, dopo due anni di chiusure legate al Covid, ora c’è una forte ripresa. Il grosso problema, in prospettiva, è che siamo già “monomercato”: stiamo andando molto bene sul mercato americano, grazie a dollaro forte, al fatto che gli americani sono stati inondati di liquidità durante il Covid, e che gli americani amano l’Italia. Ma se abbiamo città come Roma, Firenze e Venezia dove si fa fatica a camminare da quante persone ci sono, altre zone che vivono di turismo, anche europeo e nazionale, fanno fatica. Per fare politiche di gestione del territorio - sottolinea Bocca - servono scelte coraggiose che non sono legate al consenso elettorale. A livello di categorie, comunque, vanno bene i cinque stelle e l’offerta più bassa e accessibile, che, comunque, negli anni, ha alzato la qualità. Ma tutto quello che è nel mezzo soffre”.
Difficile trovare una ricetta che funzioni ovunque, ed in tutte le fasce di mercato. Ma l’unica certezza, almeno sembra, è che il segmento del lusso, in ogni caso, crescerà ancora, non solo nel vino e nel turismo, ma in tutto il comparto dell’enogastronomia, come sottolineato da Riccardo Illy, alla guida del “Polo del Gusto”, che riunisce tutte le attività extra caffè del gruppo Illy, dal tè alla pasticceria. “L’alto di gamma ha reagito bene e continuerà a crescere. Ma da imprenditore sono positivo in generale, per il made in Italy. A fine anno, sul fronte inflazione, le cose miglioreranno, e ci saranno anche gli effetti del Pnrr. Poi però serviranno interventi strutturali sul fronte del lavoro e non solo. Il vino? Dopo aver ceduto Mastrojanni a Montalcino, a nostro fratello Francesco Illy, torneremo ad investirci, nel giro di qualche anno”. Magari a Barolo, uno dei due territori più importanti del vino italiano, come sempre sostenuto da Illy, e simbolo vero di quel vino di alta gamma, dal Barolo al Barbaresco che, a detta di tutti, è il segmento che vede davanti il futuro più luminoso.

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