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GRAND VIEW RESEARCH

Il mercato globale del vino raggiungerà, nel 2028, un giro d’affari di 685,99 miliardi di dollari

Crescita del 6,4% annuo, guidano ancora gli sparkling, ma i vini fermi valgono l’84% degli scambi a valore
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La crescita del vino nel mondo parte dalla Gdo

Il mercato globale del vino raggiungerà, nel 2028, un giro d’affari di 685,99 miliardi di dollari, almeno stando alle previsioni dell’ultimo report firmato da Grand View Research, secondo cui il settore crescerà ad un ritmo del 6,4% annuo a partire già dal 2021. È l’effetto, decisamente positivo, della crescita del vino nelle preferenze tra tutti i gruppi di età e in tutti i mercati del mondo, a discapito dei superalcolici. Un trend importante, che riguarda anche la crescita dei consumi di vino, e in generale di bevande a bassa gradazione alcolica, nei locali e nei party.
Non cambierà molto la composizione dei consumi, con il vino fermo, bianco e rosso, destinato a confermare una quota dell’84% del mercato. Costi accessibili e reperibilità sono due aspetti fondamentali, specie per avvicinare i più giovani. Il tasso di crescita più sostenuto riguarderà invece le bollicine, destinate a crescere del 6,6% annuo tra il 2021 e il 2028. A guidare la domanda degli sparkling, la cultura dell’aperitivo e dello spritz, che dall’Italia ha ormai preso piede in tutta Europa, sostenendo la popolarità, sempre maggiore, del Prosecco.
Il canale privilegiato è di gran lunga l’off-trade: gli scaffali delle enoteche, dei supermercati e degli ipermercati rappresentano una quota dell’89% delle vendite di vino, destinata a rimanere la stessa anche nei prossimi anni. In termini geografici, non sorprende il primato dell’Europa, che vale il 46% dei consumi enoici nel mondo, con Paesi come Portogallo, Italia e Francia sul podio dei consumi medi pro capite.
Di certo, oggi il vino è stato capace di raggiungere qualsiasi mercato, su vasta scala, del mondo, diventando popolare ovunque in quanto “lusso accessibile”: il gusto raffinato e il costo medio decisamente alla portata, insieme al boom dell’e-commerce, che ha abbattuto le distanze, e all’aiuto della tecnologia in sede di comunicazione sono i driver principali di questa fase, ma certo non gli unici. Gioca un ruolo fondamentale il canale off trade, che mette a disposizione, in ogni angolo del mondo, centinaia di etichette, rendendo sempre più abituale il consumo quotidiano di vino, anche in mercati decisamente lontani dalle zone di produzione. Sugli scaffali dei supermercati, i prezzi accessibili sono, è bene ribadirlo, una leva fondamentale per avvicinare i nuovi consumatori.
Le grandi aziende, intanto, che controllano importanti fette di mercato, devono essere brave a prevedere e cavalcare le tendenze e le mode, come quella per i rosé, secondi solo alle bollicine in quanto a ritmi di crescita e a popolarità tra i giovani consumatori. Una moda esplosa, come succede quasi sempre, negli Stati Uniti, che ha premiato i vini della Provenza. A livello strategico, invece, per aumentare la copertura geografica, ridurre la concorrenza ed espandere le proprie quote di mercato, le aziende stanno adottando sempre più spesso strategie come fusioni, acquisizioni e partnership. Ad esempio, nel 2020 Accolade Wines ha acquisito l’australiana Katnook Estate, 160 ettari vitati a Coonawarra, da Wingara Wine Group.

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