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Il Messaggero

L’Italia dei vini di lusso corre sfidando la crisi…Sono diciassette le etichette tricolori
nella top 100, nove in più rispetto al 2019. Il nostro Paese è riuscito a infrangere l’egemonia dei grandi brand francesi… C'è un’Italia che anche nel terribile 2020 ha corso più degli altri raccogliendo successi in tutto il mondo e ottenendo risultati economici impensabili fino a pochi anni fa. È quella dei fine wine, i vini di lusso. In gennaio sarà resa nota la classifica dei Power100 del mercato secondario Liv-Ex, ma già alla vigilia di Natale sono state rivelate alcune anticipazioni da WineNews. Gli italiani in classifica saranno 17 (nove in più del 2019), a dimostrazione di un anno d’oro per l’enologia italiana con alcuni vini che scalano il benchmark londinese: Gaja conquista la posizione numero 3 (dalla 34 del 2019), Sassicaia si piazza alla quarta (dalla settima), Ornellaia alla sesta (dalla 91), Masseto alla nona (dalla 72), il Solaia al gradino numero 13 (dal 72). Il Bordeaux resta comunque il territorio più presente nella classifica (con 37 presenze, in calo di 5), seguito dalla Borgogna a 24, con 10 brand in meno. Altri report dello stesso Liv-Ex dimostrano l’ottimo stato di salute di alcuni supercostosi vini toscani, piemontesi e pochi altri veneti. L’indice Italy 100 da inizio 2020 cresciuto del 6,7%, molto più della media dell’1,6% nel totale delle contrattazioni dei vini di lusso e ha quasi raddoppiato la sua quota di presenza nel listino, dall’8,8% del 2019 al 15,3%. La Classifica. “Il mercato - evidenzia Alessandro Regoli, direttore di WineNews - che è cresciuto nonostante un 2020 durissimo, e che ha mosso il valore record di 83 milioni di sterline, in crescita di ben 33 milioni sul 2019”. Il Barolo Monfortino 2013, in particolare, è il vino che in assoluto ha mosso più valori nel 2020, con un prezzo attuale di 8.933 euro per una cassa da 12 bottiglie, in una top 10 che vede anche il Sassicaia 2017 (1696 euro a cassa) e 11 Tignanello 2016 (1.061 euro). “Ed ancora meglio - afferma Regoli – l’Italia fa nella classifica della crescita delle quotazioni, aspetto di primaria importanza per chi investe in vino”. Per esempio, il Sassicaia 2013 della Tenuta San Guido, tra dicembre 2019 e novembre 2020, ha visto la propria quotazione a cassa crescere del 30,7% (a 2.236 euro) e il Solaia 2013 di Antinori del +24,1% (2.177 euro a cassa). L’Italia del vino è così riuscita a entrare in un mercato che sembrava riservato solo ai grandi vini francesi. È insomma lontano il 2008, quando fece scalpore la coraggiosa decisione della famiglia toscana Frescobaldi di portare a La Place de Bordeaux il Masseto, che fu così il primo vino italiano quotato alla Borsa dei vini di lusso francesi. Sulla scia del Masseto altri italiani fecero poi il salto. “Il punto di forza - racconta Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato della Masseto di Bolgheri - è la super eccellenza del vino creato da un enologo russo che era scappato dal regime comunista, e che dopo le esperienze in Francia e Usa era arrivato in Toscana, trovando il duro terreno di argilla blu ideate per il Merlot”. La Qualità. Geddes prima di Masseto, ha diretto Remy Cointreau Italia, Marchesi Antinori (la più importante azienda vinicola privata italiana) e Marchesi de’ Frescobaldi. “L’estrema qualità del prodotto - spiega – non è una banale nota a margine a proposito di prezzi di vini da collezione. Perché si tratta di grandi bottiglie che un giorno verranno aperte. A differenza dei francesi di Borgogna o Bordeaux, grazie al clima mediterraneo, al sole in cui maturano le vigne, alle temperature mai estreme, i nostri grandi vini hanno capacità di invecchiamento eccezionali, facendone quindi crescere il valore”. “A determinare i prezzi -continua Geddes - ci sono poi altri meccanismi, anche mentali: il suo status, come viene comunicato, dove viene venduto, in scarsità”. Masseto, per esempio, non va oltre le 30mila bottiglie circa. Oggi una singola bottiglia nel mondo è mediamente venduta a 900 euro. Ma alcune annate sono quasi introvabili, perfino a volerle pagare 2200 euro, come indicano le ultime quotazioni del 2001.

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