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ANTEPRIME DI TOSCANA

Il Morellino, cuore pulsante della Maremma enoica, nella “casa del vino” della Toscana

“Chianti Lovers”, il futuro della denominazione: e se sui mercati internazionali la Toscana andasse in etichetta?

Nella Maremma Toscana che si impone come la grande scommessa, ma anche la grande novità, del vivace panorama enoico della Regione Toscana, c’è una denominazione che, da almeno 42 anni, è punto di riferimento e vertice qualitativo di tutto il territorio: il Morellino di Scansano, cuore pulsante, almeno storicamente, della viticoltura del territorio, che in “Chianti Lovers“, a Firenze, oggi, ha presentato in anteprima l’Annata 2019 e la Riserva 2018, riflettendo sul proprio ruolo non solo all’interno della Maremma, ma anche in rapporto alla Toscana del vino, come racconta a WineNews il direttore del Consorzio del Morellino Alessio Durazzi. “La Maremma è la nostra casa, ed il Morellino è nella Maremma da sempre: vogliamo essere esattamente ciò che siamo, ossia un punto di riferimento ed un traino per tutta la viticoltura maremmana, affinché possa emergere. Ci sono già degli ottimi esempi nelle altre denominazioni maremmane, e noi vogliamo essere, in questo senso, un completamento ed uno spunto per gli altri”.
Un esempio ed un traino per tutti, con radici ben profonde nel proprio territorio, perché “crediamo nel Morellino integrato nel proprio territorio, in sinergia con la propria terra, affinché si possa promuovere un unicum. Crediamo, ad esempio, che il valore aggiunto della Maremma come territorio difficile da raggiungere, anche a livello logistico, come un luogo senza industrie, a bassa antropizzazione - aspetti che in passato hanno pesato in maniera negativa - oggi siano una carta vincente in più. Che ci siamo voluti giocare subito, già un anno fa, quando abbiamo presentato il progetto “Morellino Green”, un piccolo passo ma un grande segnale, creando ad esempio delle stazioni di ricarica elettriche all’interno della denominazione, nel Consorzio ed in diverse aziende, affinché il Morellino diventi una delle prime Docg green d’Italia. È un seme, piantato nella terra della sostenibilità, da far crescere nei prossimi anni”.
Ma se è vero che il Morellino ha imparato a muoversi in sinergia con la Maremma, a creare valore aggiunto potrebbe essere la Toscana, il brand regionale conosciuto in tutto il mondo, spesso in secondo piano quando si parla di denominazioni sulla cresta dell’onda, ma potenzialmente un biglietto da visita di importanza apicale sui mercati meno maturi, perché no, da mettere in etichetta. “Il brand Toscana - riprende Alessio Durazzi - è il brand forte, un valore aggiunto per tutti. Metterla in etichetta potrebbe rivelarsi un’operazione positiva, capace di dare slancio alla denominazione in mercati dove siamo meno conosciuti, Il Morellino è molto conosciuto in Italia, dove non sarebbe così utile, dal punto di vista dell’ampliamento della platea, ma ci sono Paesi in cui la parola Toscana, ovviamente mantenendo la centralità del brand Morellino, può sicuramente aiutare, ed immagino che la Regione Toscana sia favorevole, nell’ottica di uno sviluppo territoriale che è un bene comune, di cui quindi beneficerebbero tutti”.
In questo senso, facendo un volo pindarico ed un parallelismo che può suonare eccessivo, ma tutt’altro che irriguardoso, possiamo immaginare, per numeri, potenzialità produttiva, similitudini stilistiche, pur nelle tante diversità, la Toscana come Bordeaux, e magari il Morellino di Scansano come Graves, solo per stare nell’esempio, così da essere forti e riconoscibili all’estero con un brand unico - quello della Toscana - imparando a comunicare e valorizzare le differenze e le peculiarità di ogni denominazione. “È un ragionamento complesso, che implica valutazioni da parte di tutti gli attori, ma da mio punto di vista la Toscana è la casa comune di tutti i vini della Regione, mi sembra naturale poterne usufruire, poi lo sviluppo successivo è complesso e non va banalizzato, perché ci sono specificità di cui tenere conto. Per noi, comunque, poter usare il brand Toscana sarebbe di sicuro un vantaggio sui mercati esteri”.

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