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Il premio “Sirena d’Oro” dedicato all’olio extravergine di oliva incorona la Toscana, con il Frantoio Franci al top. Intanto, la produzione 2017/2018 tocca i 2,9 milioni di tonnellate nel mondo, secondo il Consiglio Oleicolo Internazionale

È l’olio extravergine di oliva Igp Toscano del Frantoio Franci di Montenero, nel grossetano, il vincitore dell’edizione 2018 del Sirena d’Oro, sia nella categoria Dop e Ipg (sul podio anche l’olio Dop Colline Pontine dell’azienda Biancheri di Priverno, in provincia di Latina, e l’olio Dop Umbria dell’azienda Marfuga di Campello sul Clitunno, nel perugino, il terzo) che in quella Bio (accompagnato dagli olii bio dell’Azienda Agricola San Salvatore di Giungano, nel salernitano, e del Frantoio Intini di Alberobello, nel barese). A svelare i vincitori, ieri, alla Camera dei Deputati, tra gli altri, i parlamentari Paolo Russo e Filippo Gallinella, l’autrice della Legge “salva olio”, Colomba Mongiello, il sindaco di Sorrento (che promuove il premio), Giuseppe Cuomo, ed il capo dipartimento dell’Osservatorio e dei Servizi di informazione del Coi, il Consiglio Oleicolo Internazionale, Michele Bungaro. Che ha fatto il punto anche sulla produzione, evidenziando come migliora, a livello mondiale, la performance della campagna olivicola 2017/18 sulla precedente 2016/17.
I dati ufficiali del Coi, il Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid, si riferiscono a novembre 2017 con una stima di produzione sui 2,9 milioni di tonnellate di prodotto in tutto il mondo. “Si tratta di dati non definitivi in continuo aggiornamento - dichiara Bungaro - in pole position come sempre l’Europa con Spagna, Italia, Grecia e Portogallo con 1,8 milioni di tonnellate di prodotto. Seguono Turchia, Tunisia, Marocco, Algeria Argentina, Giordania e Palestina con poco più di 900.000 tonnellate cui si aggiungono altre 177.000 tonnellate di prodotto proveniente da paesi che non fanno ancora parte del Coi come Siria, Australia e Cile”. Il principale importatore di olio di oliva restano gli Stati Uniti d’America con una quota del 37% del mercato mondiale, seguiti al secondo posto l’Europa con una quota del 16%.
E in un mondo che chiede sempre più olio di oliva, “oggi la sfida è cambiare l’approccio dei consumatori verso quello che non è un semplice condimento, ma un vero e proprio alimento dal grande valore salutistico e sensoriale - scrive in una nota il presidente Unaprol, David Granieri - far comprendere la differenza rispetto a prodotti di qualità è uno degli obiettivi del premio che punta sulle eccellenze agricole italiane, purtroppo spesso oggetto di frodi ed emulazioni. L’Italia è il Paese della biodiversità in olivo, con oltre 530 cultivar censite e il primato europeo per oli extra vergine di oliva Dop e Igp. Su questo dobbiamo puntare, esaltando la distintività di prodotti unici, valorizzandoli e rendendoli riconoscibili sui mercati internazionali”.

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