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I NUMERI

Il Prosecco Docg, tra un 2019 da record e il 2020, segnato dalla pandemia ma forte in Gdo

La 2019 l’annata migliore di sempre, con 92 milioni di bottiglie vendute. E la ricetta del futuro è puntare sempre di più su qualità e unicità
PROSECCO DOCG, vino, Italia
Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità

In un momento di incertezza e di crisi economica come questo, in cui anche il settore vitivinicolo si organizza per potersi adattare alla convivenza col Coronavirus, e in vista di una stagione molto diversa da quella degli scorsi anni e, molto probabilmente anche una diversa vendemmia, da uno dei territori del vino più prestigiosi e conosciuti nel mondo arrivano buone notizie, che fan ben sperare per il futuro. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha proprio oggi presentato i dati economici del 2019, dai quale emerge subito come il 2019 sia stato il miglior anno di sempre: grazie alla vendemmia particolarmente generosa del 2018, le bottiglie prodotte e vendute nel 2019 hanno raggiunto i 92 milioni di unità, il maggior numero dalla nascita della Denominazione nel 1969, il +1,6% sul 2018, e 524 milioni di euro a valore (+1,2% sul 2018). Il totale delle bottiglie vendute di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg corrisponde a poco meno di 50 milioni di bottiglie, per un valore di 296 milioni di euro, destinate al mercato nazionale (56,3%) e quasi 39 milioni di bottiglie, per un valore di 202 milioni destinate al mercato internazionale (43,7%). Nei numeri del vino, si legge anche l’importanza che questo territorio Patrimonio Unesco ha dal punto di vista dell’enoturismo: nel 2019 si sono raggiunti i 460.000 visitatori nella Denominazione, segnando un incremento del 13% sul 2018 e del 45% sul 2010. I risultati economici parlano di una spesa complessiva degli enoturisti che è cresciuta del 25% sul 2018, inoltre è cresciuta la spesa per visitatore che si attesta poco al di sotto dei 90 euro.

Numeri, che danno forza per affrontare il 2020, anno caratterizzato fin dal primo trimestre da, appunto, l’emergenza Coronavirus, che non ha solo bloccato di fatto i flussi turistici, ma che hanno anche modificato la modalità di acquisti enoici. In un contesto di iniziale impennata delle vendite nella Gdo dovute ai primi timori di rimanere sprovvisti di cibo, le vendite di vino nella grande distribuzione organizzata hanno goduto in generale di maggior favore, con un aumento delle vendite pari a un +16,8% a valore e +18,6% a volume.

E per il futuro? Anche se è difficile ad oggi fare pronostici sulle tempistiche e sulle modalità di uscita dalla crisi, si possono individuare alcuni segnali che indirizzano le intenzioni e gli atteggiamenti verso i futuri comportamenti dei consumatori. Secondo un’indagine Swg, il 41% degli italiani dichiara che non tornerà a consumare come prima della pandemia e comunque anche chi consumerà come prima lo farà in modo diverso. Il 79% dichiara che viaggerà maggiormente all’interno della propria regione, il 76% tornerà in pizzeria e al ristorante, mentre saranno penalizzati eventi di massa e grandi ritrovi anche commerciali come le fiere. Inoltre, il 51% degli italiani si manifesta interessato a visitare il territorio del Conegliano Valdobbiadene nel prossimo futuro, e se ben l’81% dichiara inoltre di considerare il Riconoscimento Unesco quale ulteriore attestazione di qualità del prodotto, il 68% dichiara di essere interessato a pranzi, degustazioni e aperitivi in vigna, attività all’aperto e immersi nella natura, particolarmente ambiti in tempo di lockdown. Si evince, quindi, che a guadagnarne sarà ancora la qualità, perché la domanda sarà più selettiva e i consumatori che sceglieranno Conegliano Valdobbiadene continueranno a farlo se il prodotto saprà appagarli. Ecco che in questo scenario avranno probabilmente più spazio le selezioni come la tipologia Rive e il Cartizze e giocheranno un ruolo centrale i valori della Denominazione come la sostenibilità e l’unicità del territorio.

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