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Il ristorante più grande del mondo? È a 10.000 metri di quota, sugli aerei della Emirates, che ogni anno serve 100 milioni di pasti con prodotti locali, annaffiati da etichette degne di uno stellato, come Dom Pérignon 2006 e Solaia 2008

E se il ristorante più grande del mondo si trovasse a 10.000 metri di quota? Impossibile, direte voi, la vetta più alta, l’Everest, non supera gli 8.848. Vero, anzi, ineccepibile, ma è altrettanto vero che, ogni giorno, milioni di persone si spostano da una parte all’altra del globo in aereo, pranzando e cenando spesso e volentieri ad alta quota. Tanto che la sola Emirates, serve più di 100 milioni di pasti all’anno in first, business e economy class. E no, non si tratta di panini sottovuoto ed immangiabili vassoi preconfezionati, ma di veri e propri piatti, curati da una “flotta” di 1.200 cuochi, che propongono 12.450 ricette, a stretto contatto con i migliori catering della terraferma e stringendo accordi importanti con i produttori di ogni genere: dall’olio di oliva, dalla produzione sostenibile di Monte Vibiano in Italia, una partnership che ad oggi ha più di 15 anni, alla feta persiana della valle di Yarra, in Australia, senza ovviamente dimenticare il vino.
Al contrario, la carta è particolarmente curata, all’altezza di un ristorante stellato, o tra le stelle: se in business class la scelta va dal Planeta Santa Cecilia Nero d’Avola 2013 al Veuve Clicquot Yellow Label, in prima classe l’asticella della qualità si alza fino al Dom Pérignon 2006 ed al Solaia 2008, passando per Château Mouton Rothschild Aile d’Argent Blanc 2012, almeno sui vali dall’Italia. E non è finita, perché la compagnia aerea, che ogni anno investe qualcosa come un miliardo di dollari nei servizi di ristorazione, conserva nella sua cantina in Borgogna un patrimonio di 3,8 milioni di bottiglie, destinate ad essere servite nei prossimi sette-dieci anni.
L’idea, è sempre quella di proporre piatti tipici dei Paesi in cui si viaggia, così i voli per il Giappone offrono autentica cucina Kaiseki e Bento, quelli per l’Australia, riflettendo il multiculturalismo australiano, menù che comprendono anche i sapori asiatici, nonché gli ingredienti del Medio Oriente, mentre nei suoi percorsi mediorientali, i clienti hanno possono trovare pane arabo (Markook), un pane molto sottile senza lievito, e il Manakesh, che è un pane coperto con Zaatar o Cheese. Al di là del vino, il caffè e il tè sono le due bevande più diffuse a bordo: più di 9,6 milioni di sacchetti di tè vengono utilizzati ogni anno, con un’offerta di più di 10 tipi di tè, tra cui una miscela creata per la compagnia aerea, la “Emirates Signature Tea”, mentre i caffè sono firmati Illy e Nespresso.

Focus - I numeri del “ristorante” Emirates nei consumi dei passeggeri
3 milioni di uova
70 tonnellate di fragile
58 milioni di panini
110.000 kg di hummus
165 tonnellate di filetto di salmone
27 tonnellate di broccoli freschi

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