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Il Sole 24 Ore

Wine Spectator 2022, secondo posto a un Brunello del 2016. Venerdì il vincitore … Si tratta dell’annuale Top Ten dei migliori vini del mondo di Wine Spectator 2022, una classifica nella quale la presenza dei vini made in Italy è sempre più forte e sempre più in posizioni di rilievo… Il vincitore, il numero 1 in assoluto, sarà svelato solo venerdì 11 novembre, ma l’Italia e la Toscana in particolare, hanno già vinto. Si tratta dell’annuale Top Ten dei migliori vini del mondo di Wine Spectator 2022, una classifica nella quale la presenza dei vini made in Italy è sempre più forte e sempre più in posizioni di rilievo. E anche nel 2022 Italia e Toscana hanno già vinto perché hanno piazzato due etichette tra le prime cinque al mondo e tre nelle prime dieci. Si tratta del Brunello di Montalcino 2016 di Fattoria dei Barbi che oggi è si è classificato al numero 2 a un passo dal gradino più alto del podio mentre Tignanello 2019, celebre brand di Antinori si è classificato al numero 5. A chiudere il trittico made in Italy nella Top anche la posizione numero 8 occupata ancora da un vino toscano, e della Maremma in particolare, Saffredi 2019 di Fattoria Le Pupille. Tre grandi rappresentanti dell’enologia made in Italy in una top ten – alla quale lo ricordiamo manca solo il numero 1 – popolata da francesi e statunitensi. Al numero 3 infatti c’è lo Chardonnay di Napa Valley Hyde Vineyard 2019, al 4 Chateau Talbot St. Julien 2019, al 5 come già detto il Tignanello Antinori della stessa annata che evidentemente è stata particolarmente apprezzata anche a latitudini molto diverse. A completare la classifica al sesto posto il Cabernet Sauvignon Oakville The Estates ancora 2019 di Robert Mondavi al settimo un altro vino che raramente manca nella Top ten di Wine Spectator, lo Châteauneuf-du-Pape 2019 di Château de Beaucastel. All’ottavo posto il Saffredi di Le Pupille precede al nono il Cabernet Sauvigno, stavolta del 2018 di Quilceda Creek prodotto in Columbia Valley e infine a chiudere la classifica l’unica finora bollicina ovvero lo Champagne Cristal 2014 di Louis Roederer. Va segnalato tra le curiosità che è risultata pluripremiata l’annata 2019Insomma, anche nel 2022, e nell’attesa della prima posizione che sarà svelata solo domani, la Toscana tiene ancora una volta alto il nome dell’Italia. In particolare il Brunello di Montalcino 2016 di Fattoria dei Barbi conferma inoltre quello che tanti pensano e cioè che la riserva 2016 non abbia nulla da invidiare alla celebratissima 2015. Due annate che, come è stato ricordato in questi giorni di Benvenuto Brunello l’annuale manifestazione clou a Montalcino, sono state entrambe sold out. Un riconoscimento a Fattoria dei Barbi che è una delle storiche griffe di Montalcino, tra le 25 aziende che nel 1967 diedero vita alla Doc (diventata poi più tardi Docg) tra le più famose e celebrate d’Italia. “La riserva – ha spiegato Stefano Cinelli Colombini, titolare di Fattoria dei Barbi al sito specializzato WineNews – ha un potenziale enorme e tutto da esplorare. L’annata raggiunge sempre un livello altissimo con la riserva che è un vertice qualitativo fatto di 1,2 milioni di bottiglie (sui circa 9 prodotte in media di Brunello di Montalcino)”. Per il Brunello si tratta del secondo miglior risultato in assoluto nella Top ten di Wine Spectator fatta eccezione per il Brunello di Casanova di Neri che con l’annata 2001 si aggiudicò nel 2006, la posizione di vino migliore del mondo. Oltre che con il Brunello di Casanova di Neri l’Italia si è aggiudicata la posizione numero 1 solo altre tre volte: con il Sassicaia 2015 (nella classifica 2018), con l’Ornellaia 1998 (nel 2001) e con il Solaia 1997 di Antinori nel 2000. Tutti toscani. L’Italia insomma è soddisfatta e guarda con curiosità a domani quando sarà svelato il nuovo numero 1. Chissà.

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