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Il Tempo

Passione rosé ... Può essere un vino jolly da usare su diversi piatti, dal pesce alla carne In Italia è ancora poco apprezzato, metà della produzione va all’estero... Ne consumiamo poco probabilmente perché ne abbiamo anche una conoscenza scarsa. Eppure il vino rosato ha un pubblico tutt’altro che disprezzabile: i dati del 2014 - secondo quanto riferisce il sito WineNews - parlano di una produzione mondiale media di 24 milioni di ettolitri l’anno, per una quota del 9% della produzione complessiva, con la Francia al top sia per produzione (7,6 milioni di ettolitri) che per consumi (8,1 milioni di ettolitri), seguita da Spagna, Usa e Italia. Il nostro Paese, infatti, ne produce 2,5 milioni di ettolitri l’anno ma ne consuma solo 1,3, piazzandosi al quinto posto. Questo perché sul versante dei rosé siamo soprattutto un paese esportatore tanto che in dieci anni abbiamo incrementato la nostra quota di export dal 26 al 40 per cento. A casa nostra, invece, apprezziamo ancora troppo poco un vino che invece può riservare molte - e piacevoli - sorprese. Perché può essere un’alternativa ai bianchi su alcuni piatti di pesce e allo stesso tempo può rivelarsi un abbinamento azzeccato anche per carni bianche o non particolarmente saporite. Molto dipende dall’uvaggio usato e dal tempo che il mosto resta sulle bucce. Due “variabili” che influenzano parecchio il risultato finale che potrà cambiare, virando da una parte verso un vino più delicato e dall’altra verso un rosé più corposo e quindi che si avvicina maggiormente ai rossi. Eppure, anche se ancora un po’ troppo di nicchia, la passione per il rosato sta lentamente crescendo anche in Italia, tanto che quasi tutte le cantine più famose hanno iniziato a investire in questo settore. E sette vini rosati sono stati recentemente premiati all’annuale concorso “Le Mondial du Rosé” organizzato dall’Unione degli Enologi francesi. I vincitori sono il Cirò Doc 2015 Zito Imerio, il Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2015 Gianni Masciarelli, il Conegliano Valdobbidene Doc Gabry Rosé La Tordera, il Valtenesi Chiaretto Doc 2015 Sant’Emiliano Pratello, l’Igt Terre di Chieti 2015 Mallorio Orsogna, il Bardolino Doc Chiaretto Brut Fratelli Zeni ed il Puglia Igt Rosé Frizzante Bombino Nero Torrevento. La Francia guida ovviamente la classifica dei Paesi con più successi, con 49 medaglie d’oro, seguita dalla Spagna con 8 e dall’Italia. Trecentosettantasei le etichette premiate complessivamente provenienti da tutto il mondo, 67 con la medaglia d’oro e 309 con la medaglia d’argento. In Italia, invece, la Fondazione Italiana Sommelier la settimana scorsa - nella serata degli Oscar del vino - ha assegnato il titolo per il “Miglior vino rosato” al Cerasuolo d’Abruzzo 2014 di Valentini, nome storico della viticoltura abruzzese. Una “particolarità”, infine, è rappresentata dai vini rosati frizzanti Doc e Dop, categoria nella quale primeggiano i vini dell’Emilia Romagna. A dicembre, al concorso nazionale dei vini rosati d’Italia, la medaglia d’oro è andata al Lambrusco di Sorbara DOP Rosato vino frizzante secco “Rosa” 2014 della società agricola Garuti Dante, Elio e Romeo di Sorbara di Bomporto (MO), mentre quella d’argento al Reggiano DOC Lambrusco Rosato vino frizzante secco “Il Campanone” 2014 delle cantine Lombardini di Novellara (RE).

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