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BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA

“Il vino naturale resta una presenza stabile, ma il movimento originario è definitivamente concluso”

Nel libro “Il vino post-naturale” il filosofo e professore universitario Roberto Frega racconta la trasformazione di un paradigma
BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA, Roberto frega, VINO NATURALE, Italia
Roberto Frega unisce analisi storica, filosofia e osservazione sul campo

Il vino naturale ha perso la sua spinta rivoluzionaria: ciò che era nato come gesto di rottura si è trasformato in un linguaggio codificato, in uno stile globale che replica se stesso. Da questa constatazione nasce, proponendo un nuovo orizzonte, il libro “Il vino post-naturale” (Edizioni Ampelos, 224 pagine, 25,00 euro) di Roberto Frega, professore universitario di filosofia politica all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, in cui l’autore ricostruisce l’ascesa e il declino del vino naturale con rigore accademico e con una profondità di sguardo che può nascere solo da una lunga immersione nel movimento.
Il post-naturale, secondo Frega non è nostalgia né compromesso, ma un cambio di paradigma. Sposta lo sguardo dalla cantina alla vigna, mette al centro la responsabilità agronomica e un sapere tecnico riconciliato con la scienza. Non combatte vecchie battaglie, non si perde nelle diatribe sui solfiti: lavora sul terreno vivo, sulla complessità dei suoli, sulle pratiche agricole che rigenerano ecosistemi e paesaggi. Roberto Frega - che si occupa da anni di filosofia e cultura del vino, e nei suoi scritti fa dialogare vino e filosofia, intrecciando il pensiero accademico alle storie raccolte tra vigne e cantine - racconta questa trasformazione intrecciando ricerca agronomica, analisi culturale e testimonianze di vignaioli di nuova generazione Il libro restituisce al vino la sua dimensione più autentica: quella di un artefatto agricolo e culturale che guarda al futuro senza rinnegare la propria storia. Un testo che invita a pensare il vino oltre i soliti cliché.

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