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In attesa dei verdetti delle guide ai ristoranti, in uscita nei prossimi giorni, “la rete” ha già dato i suoi, con i “Travelers’ Choice Awards” di Trip Advisor. N. 1 degli italiani (e unico nella top 25 mondiale) il Don Alfonso di Iaccarino

In attesa di conoscere i verdetti delle guide ai ristoranti, in uscita nei prossimi giorni (domani L’Espresso, a Firenze, in collaborazione con Pitti Immagine; il 23 ottobre, il Gambero Rosso a Roma, con la cena delle Tre Forchette, Hotel Sheraton; il 16 novembre appuntamento con le Stelle della Michelin a Parma), “la rete” ha già dato i suoi verdetti, con i celeberrimi e discussi “Travelers’ Choice Awards” del portale “Trip Advisor”. Che, come ogni anno, ha selezionato ,con i sui algoritmi, i ristoranti gourmet del mondo, guardando quantità e qualità delle recensioni dei visitatori del mondo negli ultimi 12 mesi (https://goo.gl/KQirAu). E suona strano che l’Italia della buona tavola, dove la cucina è una delle prime motivazioni di viaggio di turisti italiani e stranieri (al punto che il 2018 sarà l’Anno del Cibo nel calendario del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, ndr), non abbia nessuno locale nella top 10 mondiale. Anzi, per l’esattezza, ne ha uno solo nella “top 25”, il Ristorante Don Alfonso 1890 di Ernesto Iaccarino, a Sant’Agata sui Due Golfi, in Campania, n. 1 della graduatoria italiana e n. 14 in quella assoluta.
Ai vertici mondiali, infatti, ci sono due locali inglesi, il “The Black Swan at Oldstead” a Oldstead, ed il Belmond Le Manoir aux Quat’Saisons a Great Milton. Nella top 10 planetaria seguono il Maison Lameloise di Chagny e L’Auberge de l’Ill a Illhaeusern, in Francia, il Martin Berasategui a Lasarte, in Spain, il Daniel New York City, a New York, Le Colombe di Costantia, in Sudafrica, il
David’s Kitchen a Chiang Mai, in Thailandia, il Maido a Lima, in Peru, ed il El Celler de Can Roca a Girona, in Spagna.

Al top in Italia, come detto, il Don Alfonso (2 stelle Michelin), seguito dal tristellato Da Vittorio di Brusaporto dei fratelli Cerea, e da Uliassi (2 stelle Michelin) di Mauro Uliassi a Senigallia. A seguire il Ristorante Ensama Pesce a Sala Bolognese (Bologna) e la Bottega del Buon Caffè a Firenze (1 stella Michelin). Posizione n. 6 per il Ristorante Villa Crespi di Orta San Giulio (2 stelle Michelin) dello chef-star Antonino Cannavacciuolo, davanti al Ristorante Esplanade Desenzano del Garda (1 stella Michelin) e al Casa Perbellini di Giancarlo Perbellini (2 stelle Michelin). A chiudere la top 10 italiana due grandi tristellati Michelin, La Pergola del Rome Cavalieri di Heinz Beck ed il Piazza Duomo di Alba della famiglia Ceretto, che vede ai fornelli Enrico Crippa.

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