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AGRICOLTURA E POLITICA

“In campo contro i dazi Usa, e attenzione alla Brexit”: il premier Conte a Confagricoltura

I messaggi di politica e impresa per il made in Italy agro-alimentare, nella riflessione per i 100 anni dell’organizzazione agricola
AGRICOLTURA, Confagricoltura, DAZI USA, GIUSEPPE CONTE, UK, Non Solo Vino
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Proposte e ricette per aiutare il sistema agroalimentare italiano ad affrontare e vincere la sfida del mercato globale, in tempi di crisi economica e di incertezze geopolitiche, su tutte l’avvio della Brexit e la minaccia dell’inasprimento dei dazi Usa. Tema che ha animato la prima giornata di lavori di “Identità e futuro”, il primo evento di riflessione e approfondimento voluto da Confagricoltura nell’anno dei festeggiamenti del suo centenario. Di Brexit e dazi Usa ha parlato anche il premier Giuseppe Conte sottolineando innanzitutto come “l’agroalimentare sia un pilastro dell’economia italiana e come ci voglia grande sinergia per dare slancio al sistema e farlo crescere senza squilibri ma in modo globale”.
Sulla Brexit il Premier ha osservato come “non ci sia tanto tempo per lavorare a un efficace accordo di libero scambio, ma dobbiamo fare in modo che il Regno Unito resti un nostro interlocutore privilegiato. Abbiamo bisogno di un accordo commerciale a zero tariffe e zero dazi. Dobbiamo trovare un punto di equilibrio e ci avvarremo della tradizionale amicizia che caratterizza i rapporti tra i due Paesi”.
“C’è una guerra in corso - ha aggiunto Conte sui dazi Usa - e abbiamo già sofferto di quelli imposti. Confidiamo di poter scongiurare un aumento che ci farebbe molto male”. Il premier ha fatto un accenno anche alla nuova etichettatura “a batteria” proposta dall’Italia in sede Ue contro l’avanzare della francese Nutriscore e dei suoi bollini colorati che penalizzano le eccellenze del made in Italy: “ci piace questa proposta rispetto al Nutriscore - ha detto Conte - qui si tratta di difendere non solo i nostri prodotti ma anche uno stile di vita alimentare. Non possiamo accettare l’imposizione di un sistema di etichettatura che svantaggi i nostri prodotti”.
Anche il presidente Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha soffermato lo sguardo su Brexit e dazi Usa. Sull’addio della Gran Bretagna alla Ue, Giansanti ha osservato che “una proroga del periodo transitorio è assolutamente necessaria per scongiurare il ripristino dei controlli doganali tra Regno Unito e Ue, l’applicazione dei dazi, la non tutela sul mercato britannico delle indicazioni geografiche protette. Se ciò accadesse sarebbe un duro colpo per la libera circolazione di persone e merci e per il made in Italy agroalimentare. Chiediamo al governo una particolare attenzione ai negoziati bilaterali che partiranno a inizio di marzo”.
Sulla guerra dei dazi Usa-Ue, il presidente Giansanti ha dichiarato di aver chiesto alla presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leynen, “l’avvio di un negoziato diretto che consenta di evitare, in prima battuta, i nuovi dazi che, a metà febbraio potrebbero colpire le esportazioni italiane di vini, olio d’oliva e pasta. E di scongiurare l’inasprirsi delle tariffe su formaggi, salumi, agrumi già in vigore da ottobre. Si parta da qui per trovare un’intesa”.
Sulla ricetta per migliorare sviluppo e competitività dell’agroalimentare italiano sul mercato globale si sono confrontati in un apposito panel illustri rappresentati della realtà istituzionale e imprenditoriale. Per Nicola Levoni, vicepresidente di Federalimentare, “per aumentare la competitività è importante fare un lavoro congiunto tra imprese, parte primaria e istituzioni. Dobbiamo avere istituzioni capaci di migliorare la nostra posizione sui mercati globali. Molto bene l’incontro della ministra Bellanova con il segretario Usa all’agricoltura Sonny Perdue, speriamo che non ci arrivi dagli Usa un conto pesante. Questa minaccia di ulteriori dazi frena gli investimenti e la dinamicità delle imprese”.
Uno sguardo al mercato interno l’ha dato Marco Pagani, direttore Normativa e Rapporti Istituzionali Federdistribuzione, osservando che “una sfida importante su cui lavorare è spingere la ripresa dei consumi. Da parte nostra ci siamo presi l’impegno di lavorare sul fronte della legalità e sostenibilità per agire assieme ai nostri produttori e trasformatori attraverso la Rete agricola di qualità che finora, però, non ha funzionato a dovere. Chiediamo di avere un imprimatur pubblico alla idoneità e qualità dei nostri fornitori, un “bollino” che dia un valore aggiunto ai prodotti in vendita”.
Per Paolo Barilla, vicepresidente Barilla Group, la ricetta della competitività passa per “la tutela dei prodotti straordinari dei territori e delle grandi tradizioni che l’Italia ha, a cui dobbiamo assolutamente abbinare un percorso di innovazione dell’agrindustria, c’è bisogno di uno sforzo nuovo che il Paese non ha mai fatto perché dobbiamo andare incontro all’evoluzione degli stili di vita, ai grandi temi nutrizionali e ambientali. In questa ottica ci vogliono istituzioni molto allineate che sappiano appoggiare questo progetto di innovazione”.
“Ci vuole uno sforzo ancora maggiore da parte nostra al fine di favorire lo sviluppo del made in Italy alimentare - ha aggiunto il presidente Ice, Carlo Ferro - ed in particolare cerchiamo di aiutare le piccole e medie imprese a trovare sbocchi all’estero. Indubbiamente per riuscire a competere sui mercati globali le imprese di piccole dimensioni hanno bisogno dell’aiuto del Sistema Paese”.

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