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VINO E TERRITORI

Inchiesta in Oltrepò Pavese, la Cantina “Terre d’Oltrepò” pronta a chiedere i danni

Il presidente Andrea Giorgi: “è stato subito un tangibile danno reputazionale da azienda e persone coinvolte”
CANTINA TERRE D'OLTREPO, INCHIESTE, OLTREPÒ PAVESE, vino, Italia
Andrea Giorgi, presidente della cantina Terre d’Oltrepò

Dopo i controlli e le inchieste, nei giorni scorsi, che hanno riguardato presunti casi di “vino adulterato” in Oltrepò Pavese, la Cantina “Terre d’Oltrepò”, leader del territorio e coinvolta nei controlli e nella vicenda ma che aveva subito specificato come quanto oggetto dell’indagine “si riferisce ad un fatto riscontrato lo scorso anno, non dipendente dalla cantina e dai soci e su cui la cantina stessa si era già attivata con i propri professionisti e tecnici, con l’ausilio di laboratori terzi, per garantire la necessaria trasparenza in merito”, ora passa al contrattacco e chiede i danni. A stabilire la linea di azione il cda straoridinario dell’8 ottobre, andato in scena alla presenza dell’Organismo di Vigilanza e dell’avvocato Pietro Gabriele Roveda, cui è andato il compito di illustrare la strategia difensiva della Cantina.
Il presidente Andrea Giorgi ha sottolineato come “il clamore suscitato dagli accadimenti in oggetto abbia prodotto un tangibile danno reputazionale, patito segnatamente sia dall’azienda, sia dalle persone coinvolte dalla legittima attività di accertamento disposta dall’Autorità Giudiziaria. Proprio in merito alle ripercussioni negative prodotte dalle varie prese di posizione emerse nei giorni scorsi, il presidente ha chiesto e ottenuto dall’intero Consiglio di amministrazione pieno appoggio per agire legalmente contro tutti i soggetti - mezzi di informazione, persone fisiche e giuridiche - che abbiano nel concreto causato danni di immagine e reputazione alla Cantina e ai suoi soci”, spiega una nota.

In merito all’assemblea straordinaria, già preannunciata dallo stesso presidente alcuni giorni fa, il Consiglio è al lavoro per fornire ai soci un’informativa puntuale e garantire il pieno rispetto dei regolamenti anti-Covid. “È nell’interesse di tutti - commenta Andrea Giorgi - fare quanto prima chiarezza sull’accaduto. Vogliamo agire nella massima trasparenza: saremo ben lieti di convocare l’assemblea attraverso modalità compatibili con l’attuale quadro normativo per fornire ai nostri soci tutte le spiegazioni richieste”.

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