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VINO E TERRITORI

Investire in tempo di Covid. Serve coraggio, ma è questa la via. Parola di Mario Piccini

Il Gruppo, con il cuore nel Chianti, e tenute in tanti territori top del Belpaese, ha completato un nuovo polo produttivo da 13 milioni di euro

Continuare ad investire perché nei momenti difficili può rappresentare la carta vincente, oltre che la più veloce, per ripartire. Farlo, di questi tempi, richiede una grande dose di coraggio. Eppure è un imperativo per un’impresa, anche nel mondo del vino, soprattutto se si hanno basi solide. Ed è questo il caso del Gruppo Piccini che manda un messaggio di forza ma anche di coraggio al mondo enoico. Mario Piccini, alla guida del gruppo Piccini, realtà storica ed articolata con radici in territori come Chianti Classico, Montalcino, Maremma, sull’Etna in Sicilia e nel Vulture in Basilicata, investe in un nuovo polo produttivo nel Senese, precisamente a Casole d’Elsa, non lontano dalle vigne di quel Chianti, dove Piccini è tra i principali player.
Acquistato nel 2007 per 7 milioni di euro, tra potenziamento e ristrutturazione, il nuovo polo è costato complessivamente 13 milioni di euro ed è stato finito nel lockdown.
Uno sforzo significativo che, però, ha dato subito i suoi frutti visto che, tradotto in cifre, l’aumento del rendimento è stato del 40%, la resa effettiva del 30% in più nelle bottiglie e un potenziale maggiorato del 70%. Il tutto con evidenti miglioramenti nelle performance di logistica e di stoccaggio. In tempi difficili, dunque, è giusto rinnovarsi e guardare oltre. Una scelta su cui Piccini ha puntato anche a livello di mercato, da tempo. Come storica è la scelta di presidiare più Paesi, e soprattutto più canali dalla gdo alla ristorazione, che ha pagato, soprattutto in questi tempi di pandemia.
“Emerge in maniera molto forte - spiega Mario Piccini, a WineNews - per il semplice motivo che abbiamo visto, su un canale come quello online che non era tra i nostri focus, che investendoci in poco tempo siamo arrivati a realizzarci il 3% del fatturato Italia. L’horeca la stiamo riorganizzando perché abbiamo capito dopo questa pandemia che dobbiamo cambiare modo di rivedere e riconsiderare il modo di distribuzione. Ma è rimasta importantissima la Gdo, dove si trovano sempre più prodotti di qualità”.

Il Gruppo, come detto, ha investito molto, sia in vigna che in cantina, che in comunicazione. Ed è questa la strada da seguire, anche se la tentazione, in questi tempi, sarebbe di contenere i costi. “Bisogna investire, soprattutto nel nostro settore - aggiunge Mario Piccini - dove c’è bisogno di vendere un territorio, una storia, un prodotto e un lavoro fatto in vigna da persone speciali. Devi investire, devi comunicarlo, devi farlo conoscere, devi far innamorare del tuo lavoro gli altri”.

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