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“IO E BRUNELLO, SEMPRE INSIEME MA IN MODO DIVERSO”: IL CAVALIER EZIO RIVELLA, UNO DEI PROTAGONISTI ASSOLUTI DEL VINO ITALIANO E MONDIALE, LASCIA LA PRESIDENZA DEL CONSORZIO DEL BRUNELLO DI MONTALCINO (MA RESTA NEL CDA) “PER MOTIVI PERSONALI”

In pochissimi, nel mondo del vino italiano, possono vantare una storia come quella del cavalier Ezio Rivella, tra i più grandi enologi e manager del vino che l’Italia abbia mai conosciuto. Uno dei pochi ad essersi confrontato da pari a pari ed a collaborare con mostri sacri dell’enologia mondiale come Emile Peynaud, enologo francese che ha segnato il salto di qualità a Bordeaux e in tante altre regioni vinicole del mondo, o come Ribéreau Jean-Gayon, fondatore, proprio insieme a Peynaud dell’Istituto di Enologia di Bordeaux nel 1949. Senza dimenticare il pioniere dell’enologia californiana, Robert Mondavi, e John Mariani, patron di Castello Banfi, la cantina che ha fatto conoscere il Brunello di Montalcino nel mondo, a cui Rivella ha dato letteralmente vita, impegno grazie al quale nel 1985 è stato nominato Cavaliere al merito del Lavoro dal Presidente della Repubblica Italiana.

Per raccontare tutto il suo excursus, il suo viaggio nella storia del vino italiano e della sua crescita complessiva, nella qualità, nella tecnologia e nel business, alla quale ha contribuito in maniera determinante, servirebbero mesi e centinaia di pagine.

Per averne un’idea basta sfogliare la “bacheca” di alcune delle cariche più importanti che ha ricoperto, questo astigiano nato a Castagnole Lanze (Asti) il 30 marzo 1933 (“una data con una simmetria e una prevalenza di tre, che tutte le astrologhe che ho consultato hanno interpretato come segno di un temperamento avventuroso, creativo, abile negli affari e nella creazione di forti sodalizi professionali”, scrive nel suo libro “Io e Brunello”, edito da Baldini Castoldi Dalai nel 2008, che, partito da una famiglia di viticoltori piemontesi e poi dalla formazione alla Scuola Enologica di Alba, nel dopoguerra, ha conquistato il mondo: è stato a capo dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (Oiv), dell’Associazione Mondiale degli Enologi, dell’Associazione Italiana degli Enologi (Assoenologi), dell’Unione Italiana Vini, del Comitato Nazionale Vini a Denominazione di Origine, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, dell’Accademie International du Vin, oltre che vincitore di tutti i premi e riconoscimenti del mondo del vino ed autore di tante pubblicazioni.

Una storia, quella di Rivella, indissolubilmente legata al Brunello di Montalcino. E dopo due anni di presidenza del Consorzio del Brunello di Montalcino, oggi Ezio Rivella, si dimette dal vertice, pur rimanendo nel consiglio di amministrazione, “per motivi strettamente personali - spiega a Winenews - legati alle mie attività e alle mie esigenze familiari che non mi consentono più di svolgere il mio incarico nel modo migliore”, spiega. “Sono felice di quello che ho fatto, nella mia presidenza ho svolto un ruolo da garante, e nel territorio è ritornata più armonia, è un territorio che sta marciando bene, con l’immagine del marchio riconsolidata, il cda ha lavorato molto mettendo sul tavolo tanti progetti, dall’erga omnes alla promozione del Brunello e di Montalcino nel mondo, a nuovi progetti di comunicazione. E che la visione sia condivisa lo dimostra l’ultima assemblea in cui il percorso intrapreso è stato votato praticamente all’unanimità (un solo astenuto, ndr)”. Un impegno nel mondo del vino, quello di Rivella, che non si interrompe, ma semplicemente cambia “ritmo”, anche per l’intelligenza di un uomo che capisce che dopo 80 anni, molti dei quali spesi con grandi energie in campo professionale, le priorità di una vita diventano altre.

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