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TREND

Iwsr: il futuro del vino è nel valore, mentre i consumi continueranno a cadere

Nel periodo 2021-2026 prevista la crescita a valore del +5% e il calo a volume del -1% annuo. Il giro d’affari 2021 sopra i livelli pre pandemia
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I trend dei consumi di alcolici e vino di IWSR

Il rimbalzo dei consumi spinge il giro d’affari complessivo degli alcolici a 1.170 miliardi di dollari: così gli ultimi dati IWSR, che raccontano e confermano la resilienza di un settore in cui i valori crescono più dei volumi, al +12% nel 2021, dopo il calo del -4% nel 2020, quando la pandemia di Covid-19 e i conseguenti lockdown frenarono i consumi e l’economia globale. In termini di volumi, invece, dopo il calo del -6% nel 2020, il 2021 segna un rimbalzo del +3%, insufficiente a tornare ai livelli pre pandemici, ma in generale, nei 160 Paesi analizzati, la crescita dei consumi, a volume, sarà del +1% annuo nei prossimi cinque anni, con il ritorno ai livelli del 2019 nel giro di due anni. Oltre al vino, che però dovrà affrontare un’erosione dei consumi anno dopo anno, anche birra, sidro e superalcolici, a valore, hanno già superato i livelli del 2019.

I volumi globali di vini fermi, infatti, sono diminuiti del -2% nel 2021, ma il valore è aumentato del +5%, perché la tendenza “less but better” continua ad essere alla base dei trend di consumo della categoria. Diverso invece l’andamento degli sparkling, che hanno registrato notevoli incrementi, in in concomitanza con l’abolizione delle restrizioni Covid e con la voglia di tornare a festeggiare e brindare. All’atto pratico, lo Champagne ha registrato una crescita in volume del +24% nel 2021, mentre gli altri spumanti sono aumentati del +7,5%. Nei prossimi cinque anni, si prevede che la categoria dei vini, nel loro complesso, continuerà a percorrere la sua traiettoria di calo dei consumi a lungo termine, con i volumi che perderanno il -1% tra il 2021 e il 2026, mentre a valore si registrerà un aumento del +5%.

Così come per il vino, anche per le altre categorie, a partire dagli spirits, la premiumisation sarà il trend principale, e premierà ovviamente i prodotti di prezzo premium o superiore. A livello globale, il vino nella fascia di prezzo premium e superiore (sopra i 10 dollari a bottiglia) è cresciuto in valore del +12% nel 2021 e si prevede che aumenterà in valore del +16% nel periodo 2021-26. Allo stesso modo, il giro d’affari degli spirits premium-plus, ossia quelli che costano più di 22,50 dollari a bottiglia, crescerà tra il 2021 e il 2026 di oltre il 50% a valore nelle Americhe, di oltre il 40% in Africa, di oltre il +20% in Europa e di poco meno del +20% in Asia-Pacifico.

A guidare la ripresa dei consumi globali, nel 2021, sono stati i Millennials, ossia la generazione (oggi di età compresa tra i 25 e i 40 anni) meno colpita dalle restrizioni della pandemia, ma anche i più avventurosi rispetto alle generazioni più anziane e, grazie alla loro notevole capacità di spesa e all’attenzione per il “less but better”, tendono ad acquistare prodotti di maggiore qualità. I Millennial, e in alcuni casi i giovanissimi della Gen Z, sono tra i consumatori di vino che spendono di più in mercati come l’Australia, la Svezia, gli Stati Uniti e il Regno Unito. Resta da vedere se questa tendenza continuerà, con i Governi che stanno ritirando i pacchetti di sostegno ai consumi per far ripartire l’economia disastrata dal Covid, e un probabile aumento dei tassi di disoccupazione in molti mercati.
Al di là del “less but better”, la altre tendenze che guidano le scelte dei consumatori e che continuano a fornire una spinta al mercato globale degli alcolici, riguardano valori come “better for me” (moderazione, qualità degli ingredienti e benefici funzionali), “better for the world” (sostenibilità e uguaglianza sociale), ma anche interazione online, sia attraverso l’e-commerce che i social media, nuove modalità di coinvolgimento attraverso gli NFT e il metaverso. L’e-commerce globale di alcolici, ad esempio, ha continuato a crescere nel 2021 del +16% in valore, anche se a un ritmo più lento rispetto al 2020 (+45%).

Guardando brevemente al di là del vino, la birra è destinata a crescere, tra il 2021 e il 2026, soprattutto nell’Asia-Pacifico e in Africa, che insieme aggiungeranno 20 miliardi di euro di consumi ai valori complessivi della categoria. Per gli spirits, nel 2021 si è registrata una crescita dei valori del +15%, grazie ai prodotti di fascia più alta, ma anche alla passione, esplosa durante il lockdown, per il mondo della miscelazione. Le previsioni per il 2026 parlano di una crescita dei volumi del 5% e dei valori del 15%. Il whisky, che vale un quarto della categoria degli spirits, fa invece partita a sé, con una crescita prevista del +23% a volume e del +29% a valore. La crescita dei volumi globali nei prossimi cinque anni continuerà anche nelle altre sotto categorie, tra cui il gin (+24%), il cognac (+23%) e il rum (+13). Pur partendo da numeri leggermente inferiori, Tequila e distillati di agave in generale faranno, ancora meglio, con i consumi che cresceranno da qui al 2026 del +67% negli Stati Uniti e del +88% in Gran Bretagna. Infine, i Ready-To-Drink, una categoria che ha spiccato durante la pandemia, con un aumento in volume del +14% nel 2021, dopo il +26% nel 2020. In termini di volume, la categoria vale un terzo, per dimensioni, della categoria globale degli alcolici e di quella del vino. A livello globale, si prevede che gli RTD cresceranno del +44% in volume e del +51% in valore nei prossimi cinque anni.

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