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“L’Italia ha bisogno della legge sull’agricoltura biologica, fondamentale per un settore in continua crescita, che conta ormai oltre 60.000 aziende”. Così il deputato Fiorio tenta di sbloccare l’approvazione della legge ferma ormai da mesi in Senato

“L’Italia ha bisogno della legge sull’agricoltura biologica: si tratta di un provvedimento, già approvato dalla Camera, fermo ormai da mesi al Senato, fondamentale per un settore in continua crescita, che conta ormai oltre 60.000 aziende”, ha dichiarato il deputato Massimo Fiorio, primo firmatario della proposta di legge e vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, nel tentativo di riportare l’attenzione sui ritardi che l’approvazione della legge sul bio italiana sta subendo da parecchio tempo.

Con un comparto in continua crescita, come risulta dalle ultime stime estive eseguite per il Salone del Biologico - Sana (per il mese di giugno e luglio sul 2016 il canale specializzato ha, infatti, segnato un +3,5%, mentre la Gdo evidenzia un +16%, con una quota dell’organic sul totale delle vendite alimentari pari al 3,5%, 5 volte in più rispetto al 2000), il sistema dell’alimentare biologico necessita una nuova legge organica ed attuale, che possa fungere da riferimento anche per tutte le aziende che hanno deciso di convertirsi negli ultimi anni (raggiungendo i 300.000 ettari in più sul 2015).

“Il nostro paese è il secondo esportatore mondiale. Questa legge favorirà l’associazione delle nostre aziende biologiche - continua Massimo Fiorio - permettendo loro un più puntuale ed esteso ingresso nel mercato internazionale prodotti, rispondendo così meglio esigenze del mercato globale. Anche per controbilanciare gli effetti del Regolamento comunitario sull’agricoltura biologica che, ad una prima lettura, potrebbe creare problemi al comparto italiano”.

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