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TRATTATIVE

La cedrata Tassoni pronta a passare di mano: costo 20 milioni di euro, in corsa la Famiglia Lunelli

Icona di stile e del boom economico degli anni Sessanta, in lizza anche due multinazionali del beverage come Royal Unibrew e Refresco

Icona dell’Italia del boom economico, ma anche simbolo di stile capace di superare indenne le epoche e le mode, la Cedrata Tassoni, nata dalla Spezieria Cedral Tassoni, fondata a Salò nel 1793, è pronta a passare di mano. Di proprietà della famiglia Amadei dalla fine dell’Ottocento, la Tassoni ha lanciato sul mercato la sua mitica cedrata negli anni Cinquanta, addizionando acqua e soda allo sciroppo di cedro che produceva già dagli anni Venti. Una tradizione arrivata indenne fino ad oggi, con la forza dell’immutabilità: il logo è lo stesso dagli anni Sessanta, la bottiglietta, trasparente e senza etichetta, è un esempio di design e riconoscibilità, lo spot televisivo, il più longevo della storia del piccolo schermo, risale al 1982, ma tante sono le campagne pubblicitari memorabili. Insomma, un’eccellenza del made in Italy agroalimentare e della sua storia, sul mercato: si parla di una valutazione di 20 milioni di euro, e in corsa, insieme alla multinazionale danese Royal Unibrew (proprietaria della Ceres) e al gigante olandese Refresco (proprietaria di Beltè e Acqua Recoaro), ci sarebbe anche la Famiglia Lunelli, che, oltre alla griffe del Trentodoc Ferrari, è proprietaria anche dell’acqua minerale Surgiva e del marchio di acque e bevande La Galvanina.

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