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ENO-POLITICA

La Cia-Agricoltori Italiani: “investiamo ancora in promozione per far crescere il vino italiano”

Il messaggio da “Vinitaly Special Edition” che “è un segnale importante di ripartenza. La lotta al Prosek è a tutela del sistema di Dop e Igp”
CIA-AGRICOLTORI, VINITALY SPECIAL EDITION, vino, Italia
La Cia - Agricoltori Italiani a “Vinitaly Special Edition” 2021

“E’ un segnale importante di ripartenza del vino, dopo il punto di rottura rappresentato dalla pandemia che ha fatto perdere al settore oltre 3 miliardi di euro solo nel 2020, con un crollo medio dei fatturati del 15%. Ora più che mai serve fare squadra, ragionare in ottica di sistema, creare una filiera organica, costruire alleanze sempre più strette con il settore fieristico per attrarre buyer esteri, puntare sulla promozione per competere sempre meglio sui mercati internazionali”. A dirlo Dino Scanavino presidente Cia-Agricoltori Italiani da “Vinitaly Special Edition” 2021.
“L’export è strategico per il vino made in Italy - ha ricordato Scanavino - per questo tornare in presenza, dopo più di un anno, con un evento dedicato al wine business è fondamentale per sostenere il comparto e raggiungere l’obiettivo dei 7 miliardi di euro realizzati sui mercati esteri a fine 2021. Mantenendo intatto il secondo posto dell’Italia nella classifica globale dei maggiori Paesi esportatori, dopo la Francia, con una quota del 20% sul totale del vino esportato nel mondo”.
Ancora una volta, a guidare l’export tricolore sono gli spumanti, sottolinea la Cia, che rappresentano praticamente un quarto delle esportazioni vinicole nazionali, con un valore di oltre 2 miliardi, per il 70% grazie al sistema Prosecco.
“Ecco perché, adesso, è necessario essere uniti e compatti in Europa contro il riconoscimento della menzione tradizionale croata “Prosek”. Pur essendo prodotti differenti - sottolinea ancora Scanavino - il nome del vino croato è troppo simile a quello delle bollicine italiane e può trarre facilmente in inganno i consumatori di tutto il mondo, nuocendo seriamente ai nostri produttori. L’unico vero Prosecco è quello prodotto in Italia, e bisogna difenderlo a tutti i costi, tanto più che un eventuale via libera al Prosek sarebbe un pericoloso precedente, andando a inficiare l’impianto di tutela della qualità Ue costruito con il sistema delle Dop e Igp”.
In più, secondo Scanavino, per sostenere il rilancio post Covid, è necessario puntare sulla promozione, utilizzando tutte le risorse a disposizione per la valorizzazione sui mercati stranieri dei nostri vitigni e territori vocati.
In questo senso, bisogna salvaguardare lo strumento della promozione Ue, visto che la riforma avviata a Bruxelles rischia di escludere proprio i prodotti vitivinicoli dai finanziamenti dedicati. “Un disegno che va assolutamente impedito - ha concluso il presidente Cia/Agricoltori Italiani - mentre sul fronte nazionale sosteniamo con convinzione lo stanziamento di 25 milioni di euro, da parte del Ministero delle Politiche Agricole, per la definizione di un programma di promozione istituzionale del vino italiano nel mondo. Una campagna quanto mai necessaria, e complementare alla promozione “di brand” effettuata dalle aziende, per rafforzare, nei mercati chiave, l’immagine dell’Italia come Paese produttore di vino”.

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