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CULTURA E MERCATI

La Cina del vino guarda al mondo, ma come produttore. E non è affatto una brutta notizia

I vini di Ningxia esportati in oltre 20 Paesi: così la politica si avvicina al vino, e cresce la base dei consumatori
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Il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping in vista a Ningxia

Da obiettivo di mercato a riferimento sulla mappa del vino mondiale: la Cina scopre la propria vocazione vitivinicola, ed è pronta a svelarla al mondo, ma la notizia non deve preoccupare i grandi Paesi produttori, Italia e Francia in primis, al contrario. Una solida cultura del vino, come racconta l’esempio degli Stati Uniti, è fondamentale affinché i consumi escano dalla nicchia ed abbraccino un bacino di utenza sempre più grande. Condizione senza la quale il mercato cinese, al di là della crescita dei valori, difficilmente beneficerà di grandi cambiamenti. Inoltre, avere nella viticoltura un asset economico, se non strategico comunque importante, significa ricevere sempre maggiori attenzioni dalla politica e dal Governo, come racconta il costante interessamento alle vicende di Ningxia, il territorio di riferimento della Cina enoica, del Presidente della Repubblica Popolare Xi Jinping.
Come racconta il portale China Daily, è appunto a Ningxia, nel Nord Ovest del Paese, alle pendici del Monte Helan, che il vino cinese affonda le proprie radici, tra i 37 d i 39 gradi nord di latitudine, ossia in quella fascia climatica perfetta per la coltivazione della vite, con la montagna a fare da barriera naturale ai venti freddi, ed il Fiume Giallo a garantire la giusta irrigazione naturale dei terreni. Del resto, l’uva (con ogni probabilità non da vino) qui veniva coltivata già durante la Dinastia Tang (618-907 d. C.), come dimostrano i poemi scritti dal monaco buddhista Guanxiu. La nascita della prima vera grande azienda di vino, però, è decisamente più recente, risale al 1984, e oggi, dopo 36 anni, le aziende sono 86, per una superficie vitata di 38.000 ettari, in cui si allevano 36 varietà diverse, per una produzione complessiva di 100.000 tonnellate di vino, per un valore sul mercato di 3,25 miliardi di dollari.
Cresce anche la qualità, come dimostrano i tanti successi conquistati nei concorsi internazionali e la presenza di un vino di Ningxia nella wine list del ristorante del quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Non sorprende, così, che i vini di Ningxia siano oggi esportati in oltre 20 Paesi nel mondo, tra cui Francia, Germania, Uk, Usa e Australia, attraverso quella Via della Seta dei giorni nostri che, in ottica futura, potrebbe rivelarsi salvifica sia per l’economia dell’Europa che per l’economia della Cina, anche del vino, in un interscambio che, alla lunga, chissà che non faccia finalmente volare, anzi correre, le esportazioni enoiche italiane.

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