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POLITICA NEI CAMPI

La Commissione Ue “cancella” il taglio alle risorse per agricoltura e Pac post 2027

Per l’Italia 10 miliardi di euro in più sulla prima proposta Von Der Leyen. Meloni e Lollobrigida: “ascoltate le nostre richieste”
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La Commissione Ue “cancella” il taglio alle risorse per agricoltura e Pac post 2027

Si apre con una buona notizia sul fronte Unione Europea il 2026 dell’agricoltura italiana e dell’Ue: la Commissione Europea ha deciso di “modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune”. A dirlo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, che sottolinea come “assieme alle risorse aggiuntive assegnate nel novembre 2025 per venire incontro alle richieste del Parlamento Europeo, quest’iniziativa non solo raggiunge l’obiettivo di confermare anche per il futuro il livello attuale di finanziamento, come richiesto dagli agricoltori italiani ed europei, ma mette a disposizione risorse aggiuntive. Si tratta di un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio Ue, che dimostra che la linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal Governo italiano trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles”. Per l’Italia, in particolare, questa decisione, quando diventerà operativa dopo i negoziati sul bilancio, vorrà dire 10 miliardi di euro in più per il settore, come spiega da canto suo il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
“Quelle che arrivano da Bruxelles sono buone notizie e confermano la serietà del lavoro svolto dall’Italia. Ci eravamo opposti e abbiamo guidato il fronte del “No” alla proposta di revisione della Politica agricola comune che destinava all’Italia solo 31 miliardi di euro nonostante gli sforzi del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto che ringrazio per il lavoro che ha fatto. Oggi - sottolinea Lollobrigida - possiamo dire che non solo viene cancellato il taglio del 22% alle risorse dedicate all’Agricoltura nel periodo 2028-2034 (tra i temi centrali della protesta del mondo agricolo andata in scena nelle scorse settimane a Bruxelles, con l’Italia in prima linea, ma viene addirittura aumentata di un miliardo la dotazione finanziaria rispetto al periodo 2021-2027. Cosa altrettanto importante è che nella sostanza non saranno più i Governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l’ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Così facendo la specificità della Pac è sostanzialmente salva”, aggiunge il Ministro, commentando la lettera inviata dalla Commissione europea al presidente del Parlamento europeo e al Consiglio Ue.
Nella proposta di budget 2028-2034, infatti, ricorda il Ministero, la Commissione aveva previsto un taglio del 22% al budget dedicato alle politiche agricole destinando all’Italia 31 miliardi di euro contro i 37,7 miliardi della dotazione pluriennale precedente. L’Italia si era opposta e aveva guidato il fronte di opposizione a politiche che non riconoscevano la centralità del settore primario e denunciando il rischio di rinazionalizzazione della Pac, ovvero che i Governi potessero decidere di destinare le risorse agricole ad altri usi. Oggi la Commissione ha scongiurato questi rischi vincolando l’utilizzo di 5 miliardi di euro del cosiddetto Rural target a misure agricole nelle aree rurali e destinando ulteriori 4,7 miliardi di euro, facenti parte della riserva non allocata del budget italiano, sempre al settore primario. Per l’Italia il conto segna dunque 10 miliardi di euro in più all’agricoltura, mentre a livello di Unione europea l’aumento potenziale delle risorse può segnare 94 miliardi di euro in più per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni.
“Con 40,7 miliardi di euro, quasi 10 miliardi di euro in più rispetto alla proposta originaria di Von Der Leyen, l’agricoltura e gli agricoltori italiani potranno svolgere la loro funzione di garanti della sovranità alimentare e di custodi del territorio vedendo riconosciuto un giusto reddito. L’Europa inoltre non tradisce lo spirito dei Padri fondatori e dedica le giuste risorse a un settore che negli ultimi anni è stato colpevolmente considerato residuale”, conclude il Ministro Lollobrigida.

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