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IN PIAZZA DELLE ERBE

La Domus Mercatorum di Verona, da “Casa dei Mercanti” a “Casa del Vino” della città e del territorio

L’idea dello storico Gianni Moriani: “può diventare un luogo in cui conoscere i grandi vini veronesi”. Pieralvise di Serego Alighieri: “va sostenuta”

Con il suo elegante porticato, i mattoni rossi in cotto, l’inconfondibile merlatura ghibellina e le sue raffinate bifore, la Domus Mercatorum non è solo uno degli edifici più belli di Verona, nel cuore pulsante della città, in Piazza delle Erbe, ma un vero e proprio simbolo della sua storia: nella Verona comunale, le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri che si incontravano nell’imponente edificio medievale per commerciare e discutere i vari aspetti della vita economica della città, occupavano un ruolo primario nella vita cittadina, e fu grazie alla loro importanza che gli Scaligeri, famiglia di ricchi mercanti, salirono al potere e crearono la prima signoria cittadina d’Italia. Non è un caso, dunque, che ora, attorno al monumentale edificio sia nata l’idea di trasformarla da “Casa dei Mercanti” a “Casa del Vino” di una delle città simbolo del vino italiano, che oggi rappresenta, assieme al turismo, la principale attività economica del territorio. Sostenuta da importanti personalità della cultura e del vino veneti ed italiani, a lanciare la proposta è lo storico della cucina e del paesaggio agrario Gianni Moriani per farne un luogo in cui conoscere la storia e la cultura dei grandi vini veronesi.
Il Comune di Verona, con la variante 29, punta alla rigenerazione del tessuto urbano e dei suoi edifici come l’antica Domus Mercatorum, dove, in futuro e sul modello francese delle “Citè” e delle “Maison du Vin”, “chi vi entrerà potrà conoscere i luoghi di produzione dei famosi vini rossi e bianchi veronesi - spiega Moriani, docente del Master in Filosofia del Cibo e del Vino dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in un intervento sul quotidiano di Verona “L’Arena” - in essa si potranno degustare i vini, si potrà mangiare, ma si potranno trovare anche tutte le informazioni necessarie per uscire dalla città e immergersi nel territorio, andando a scoprire a scoprire le sue cantine ed i suoi paesaggi”.
Un’idea con “più di una ragione per essere sostenuta, promossa e realizzata - scrive in una lettera al direttore del quotidiano di Verona, il Conte Pieralvise di Serego Alighieri dalle Possessioni Serego Alighieri, tra le cantine più antiche d’Italia, nel cuore della Valpolicella Classica a pochi passi da Verona, da settecento anni di proprietà della discendenza del Sommo Poeta Dante Alighieri - non solo naturalmente da tutti gli operatori legati in vari modi ad un settore trainante per l’economia veronese che, in un auspicabile futuro non troppo lontano, sarà sicuramente veicolo per rinnovati e più consoni stili di vita; non solo dalla nostra città che così facendo promuoverebbe finalmente in una giusta direzione un edificio storicamente dedicato alle eccellenze del suo territorio, divenendo traino ad una doverosa riqualificazione di buona parte del contesto in quei luoghi così suggestivi; ma anche e soprattutto da noi veronesi che potremmo in qualche modo riappropriarci di un altro pezzo della nostra piazza più bella, anche per poterla mostrare, con giustificato orgoglio ai futuri, forse meno numerosi forestieri, speriamo più attenti al bello, che torneranno presto a visitarla”.

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