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CONTROCORRENTE

La London Wine Fair conferma le date (18-20 maggio): “senza ProWein serve fiera internazionale”

L’organizzatrice Tovey: “ci sono volontà e tempi”. In Italia Vinitaly a giugno, in Germania no ProWein, la Francia riflette su Semaine des Primeurs
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La London Wine Fair

L’Italia si ferma. Tutta. E se già il calendario delle fiere del vino e dell’alimentare, da Vinitaly (per ora in programma dal 14 al 17 giugno, a Verona) a Cibus (dall’1 al 4 settembre, a Parma), passando per Macfrut (dall’8 al 10 settembre, a Rimini) e Identità Golose (dal 3 al 5 luglio, a Milano), nel Belpaese, ha preso atto e coscienza del momento, c’è chi, fuori dall’Italia, in un misto di coraggio ed incoscienza, è deciso a tenere duro e tirare dritto, nonostante l’emergenza Coronavirus, ormai, non riguarda più solo il Belpaese. Non è il caso della Messe di Düsseldorf, che ha deciso di annullare la ProWein 2020 (prevista per il 15-17 marzo) rinnovando l’appuntamento al 2021, né dei produttori di Borgogna, che hanno annullato le Grands Jours de Bourgogne (che dovevano iniziare ieri e durare fino al 13 marzo), ma sempre in Francia l’Union des Grands Crus de Bordeaux non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare alla mitica Semaine des Primeurs, che, dal 30 marzo al 2 aprile, ammesso che non cambi nulla, presenterà a media e a buyer - o meglio a chi riuscirà a partecipare - il millesimo 2019, così come, in Gran Bretagna, gli organizzatori della London Wine Fair sono ben saldi nella decisione di confermare la fiera enoica in programma dal 18 al 20 maggio all’Olympia Exhibition Centre.
Come ha spiegato al magazine britannico “The Drinks Business” Hannah Tovey, organizzatrice della London Wine Fair, “abbiamo tenuto conto di tutto, dalla provenienza di espositori e visitatori ai tempi, che hanno influenzato la nostra decisione, basata anche sulla situazione attuale: mancano più di due mesi, i rischi associati al Covid-19 sono inferiori rispetto, ad esempio, a quelli della ProWein”. Inoltre, l’Olympia Exhibition Centre non ha ancora annullato nessun evento, compresi quelli di dimensioni maggiori della London Wine Fair, perciò, aggiunge Hannah Tovey, “riteniamo che la cosa giusta da fare sia lavorare per andare avanti, non c’è motivo di adottare un approccio diverso, ed il Governo prevede che il problema si affievolirà con il migliorare della stagione”.
Tra le tre opzioni - andare avanti, posticipare o annullare la fiera - pare che non ci siano dubbi. “Non abbiamo intenzione di annullare la fiera, specie nella sua edizione n. 40 - continua Hannah Tovey - anche in considerazione del fatto che il 91% dei visitatori è britannico, solo il 9% potrebbe essere eventualmente interessato da un blocco del traffico aereo, per cui a subire disagi, al limite, potrebbero essere i nostri espositori, praticamente tutti stranieri: in quel caso, a rappresentare i brand internazionali del vino ci penseranno gli importatori. Non è una scelta avventata - conclude la Tovey - ma se qualcosa dovesse cambiare ci faremo trovare pronti, magari con un rinvio in autunno, perché la cancellazione della ProWein comunque rende indispensabile una fiera internazionale per il settore”.

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