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LA NAZIONE SIENA

Regoli, fondatore del sito “WineNews”, spiega il perché dei tanti furti “Facile vendere prodotti illeciti con internet” … Alessandro Regoli, fondatore e direttore del noto sito WineNews, una media di 40mila visitatori al giorno, è un vero e proprio esperto del mondo del vino.

A lui chiediamo il perché tutti questi furti di Brunello e altre doc pregiate?

“Si tratta di un vino ambito, di successo, che registra prezzi allo scaffale tendenzialmente elevati e quindi diventa automaticamente un oggetto prezioso, capace di avere un suo percorso anche nei canali illegali della ricettazione. Inoltre, è possibile che il vino di pregio sia entrato nel “paniere” degli oggetti papabili dai ladri, anche per la relativa facilità di entrare in una cantina, di solito abbastanza isolata e non sempre dotata di allarmi”.

Potrebbe trattarsi di furti su commissione?

“Non è da escludersi, ma è difficile da ricostruire, anche se in questo ultimo caso la scelta è ricaduta su un’azienda piccola, Cupano, che sta dentro ad un mercato di nicchia, quello dei

vini biodinamici. Certamente resta trainante il marchio Brunello più di quello di una particolare cantina, è quello che attira e che può avere un suo mercato anche nei canali illegali. Probabilmente chi ha compiuto il furto è andato a colpo sicuro, semplicemente “pattugliando” la zona e registrando le abitudini dei suoi frequentatori”.

Come viene venduta una bottiglia falsa, che tipo di mercato può avere?

“Il suo mercato naturale ed immediato, figlio della modernità, è senz’altro la rete, ma resta il fatto che un lotto di vini pregiati falsificati può tranquillamente avere accesso anche ai canali normali, specialmente se la convenienza è paritaria sia per il fornitore che per il venditore. Naturalmente, stiamo parlano di persone senza scrupoli e disoneste. Ma può accadere anche che il compratore acquisti in buona fede delle bottiglie “taroccate” senza accorgersene. Giusto qualche anno fa, nel 2013, un venditore di vini pregiati multimilionario, Rudy Kurniawan, è stato finalmente “beccato” grazie ad un errore di annata di una serie di vini, valore 1,3 milioni di dollari, che solo in pochi sapevano scovare. Jean Charles Cuvelier direttore amministrativo di Romanée-Conti, con tutta probabilità l’azienda più falsificata al mondo, visto il costo delle sue bottiglie, ha denunciato più volte che solo in Europa circolano più o meno 400 bottiglie taroccate della sua azienda (che ne produce mediamente 5.000)”.

Come possono difendersi i produttori?

“Di sistemi ce ne sono molti, adottati dalle singole aziende o dai Consorzi. Si va dagli ologrammi in etichetta ai microchip alla tracciatura del vino tramite codice da inserire su apposite banche dati private o consortili, ma, troppo spesso, non sono utilizzati dai consumatori oppure non sono stati ben informati su questi sistemi”. Marco Brogi

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