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WINE INTELLIGENCE

La pandemia non affossa i consumi di vino: Germania, Olanda e Svezia resistono alla tempesta

Nei report dell’istituto di ricerca Uk, l’adattamento dei wine lover al lockdown che limita le perdite. Ma le vacanze, per molti, saranno in patria
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Germania, Olanda e Svezia: i consumi di vino reggono

Inutile girarci intorno, il lockdown e la chiusura di attività economiche, bar e ristoranti in giro per il mondo ha di fatto spinto i consumi, e quindi il commercio, di vino in una spirale da cui ci vorrà del tempo per uscire. Lo hanno raccontato, in questi mesi, tanti dei più importanti produttori italiani a WineNews, facendo bilanci spesso drammatici, seppure limitatamente ad un periodo di due o tre mesi, con qualche eccezione, come quella della Svezia. Che emerge anche dall’analisi di Wine Intelligence sugli effetti della pandemia nei consumi di vino, che disegna un quadro meno preoccupante di quanto ci si aspetterebbe. Almeno limitatamente a tre Paesi, per molti aspetti, simili, sia dal punto di vista socioeconomico sia dal modo in cui hanno deciso di affrontare l’emergenza: i consumi dei wine lover di Germania, Svezia e Paesi Bassi, infatti, suggeriscono un impatto sul mercato enoico decisamente inferiore alle attese.
Partendo proprio dalla Svezia,
il Paese ha deciso a suo tempo per un approccio meno drastico e misure meno draconiane del resto del mondo, scoraggiando gli assembramenti, ma permettendo comunque a bar e ristoranti di rimanere aperti, adottando ovviamente tutte le misure del caso. Il risultato è, non a caso, che i comportamenti di consumo in Svezia sono cambiati in modo meno drammatico che nel resto del mondo. Il consumo di vino è continuato, adattandosi alla vita in lockdown, registrando solo cambiamenti marginali relativi alla quantità acquistata e alla spesa media. Nuove occasioni di consumo, come il vino consumato a pranzo o cene speciali in casa, sembrano aver sostituito, quasi in rapporto uno a uno, le occasioni in cui gli svedesi uscivano per socializzare in un bar o in un ristorante.
In Germania, il governo tedesco ha adottato un atteggiamento molto più deciso e aggressivo per frenare il virus, con il risultato che il Paese ha sofferto livelli molto più bassi di malattia nella popolazione e meno morti rispetto a resto d’Europa. Sulla stessa linea, i bevitori di vino abituali della Germania sembrano aver affrontato la pandemia in modo chiaro e ragionevole, con il mercato che, comunque, ha vissuto negli ultimi anni una sorta di rinascita della qualità e del valore, con i consumatori che hanno abbandonato le vecchie abitudini di risparmiare su ciò che bevono. La spesa per il vino per il consumo domestico, sul lungo periodo, è aumentata, e anche la spesa per i consumi fuori casa è cresciuta, grazie ad una crescita dei salari, a vini più interessanti tra cui scegliere e una fiorente attività vinicola nazionale di alta qualità, che sta coltivando con successo relazioni dirette con i consumatori attraverso la vendita diretta e l’online.
Come con i loro vicini di casa tedeschi, i wine lover dei Paesi Bassi sembrano essersi adattati al cambiamento imposto dalla pandemia di Coronavirus e le relative restrizioni. Tradizionalmente, anche quello olandese è un mercato che premia il rapporto qualità/prezzo, come la Germania, ma anche qui, negli ultimi anni, i bevitori di vino olandesi hanno iniziato a spendere di più, con alcuni consumatori che hanno iniziato a scoprire anche la fascia sopra i 10 euro. Le ragioni di questo cambiamento sono simili ai vicini tedeschi: crescita dei salari, vini più interessanti tra cui scegliere e boom dell’online
L’arrivo del Coronavirus all’inizio di quest’anno avrebbe potuto minare queste tendenze, ma i report firmati da Wine Intelligence, che analizzano l’impatto del Covid-19 su questi mercati, suggeriscono che ciò non è avvenuto, o almeno non ancora. I wine lover tedeschi e olandesi hanno mantenuto i loro consumi complessivi di vino, in parte sostituendo le occasioni perse al bar o al ristorante bevendo di più in casa durante i pasti o negli incontri online con gli amici. Sia tedeschi che olandesi stanno anche mantenendo i loro precedenti modelli di spesa per il vino da bere a casa, a differenza di altri mercati, dove la spesa è diminuita. Inoltre, i bevitori di vino in tutti e tre i mercati sembrano sostanzialmente sereni e ottimisti nel riprendere i loro precedenti stili di vita sociali. Quando si tratta di piani futuri, il messaggio principale dei consumatori di vino svedesi è di continuità. Sono previsti pochi importanti cambiamenti nello stile di vita: l’eccezione è una piccola minoranza, circa il 14% della popolazione, che afferma di avere meno probabilità di uscire dopo che il virus sarà scomparso.
Anche tra quelle che saranno le priorità future vige un certo equilibrio. Risparmiare è diventato leggermente più importante di prima, ma non la priorità urgente registrata in altri mercati. Invece, gli svedesi sembrano non vedere l’ora di vivere bene, andare in vacanza e tornare alla loro vita sociale di sempre. L’unico cambiamento, potrebbe essere, limitatamente a quest’anno, che una buona fetta della popolazione svedese di consumatori di vino andrà in vacanza dentro i confini nazionali anziché all’estero. Guardando al futuro, i bevitori di vino tedeschi e olandesi sembrano decisamente sereni e ottimisti sul riprendere i loro precedenti stili di vita sociali, anche se molti tedeschi, come con le loro controparti svedesi, sembrano riconoscere che le vacanze estive di quest’anno potrebbero essere in casa piuttosto che nei Paesi del Mediterraneo. Infine, ultimo aspetto positivo, tra i consumatori abituali di vino 1 su 6 ha intenzione di regalarsi una buona bottiglia per brindare ala fine dell’emergenza.

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