Fonte privilegiata di carboidrati, vero carburante per il lavoro muscolare, pilastro della Dieta Mediterranea e alimento identitario della Cucina Italiana, entrambe Patrimonio Unesco, la pasta continua a rivestire un ruolo centrale nell’alimentazione di chi pratica sport, sia a livello professionistico sia amatoriale. E nell’inverno che accompagna le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Silvia Migliaccio, presidente Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione (Sisa), ribadisce l’importanza di includerla nel proprio regime alimentare e offre indicazioni su quantità, tempi di consumo e condimenti più adatti in base all’attività fisica svolta.
Al di là dei miti dietetici che negli anni hanno demonizzato i carboidrati, la pasta resta, infatti, uno degli alimenti chiave per chi si allena: la letteratura scientifica ne evidenzia i benefici sia prima della performance, quando fornisce energia pronta all’uso, sia nel post-allenamento, fase in cui favorisce il recupero muscolare e il riposo. Le linee guida dell’American College of Sports Medicine indicano nei carboidrati una componente fondamentale dell’alimentazione sportiva, indispensabile per sostenere la prestazione e facilitare i processi di recupero.
In questo contesto, il legame tra pasta e sport trova una nuova espressione anche per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che stanno coinvolgendo anche numerosi protagonisti dell’enogastronomia italiana. Come lo chef stellato Carlo Cracco - tra i tedofori come Davide Oldani, chef stellato di Casa Italia e Food & Sport Ambassador, che in occasione della cena ufficiale di partenza alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha proposto la sua rivisitazione del risotto alla milanese, lo chef tristellato Chicco Cerea, la conduttrice Benedetta Parodi, lo storico produttore di pasta Riccardo Felicetti, produttore di pasta in Trentino, e Nico Acampora, fondatore del ristorante solidale PizzAut - ha ideato un formato speciale, la “Pasta alla crudaiola cinque cerchi”, omaggio agli anelli olimpici, condita con pomodori, olive taggiasche, capperi, scorza di limone, basilico e un tocco di colatura di alici. A Cortina, invece, lo chef Luigi Sarsano del Grand Hotel Savoia ha creato “Milano/Cortina 26”, un piatto a base di pasta ripiena con speck e patate - ispirato ai casunziei - che unisce tradizione alpina e spirito olimpico, condita con burro di malga, zafferano e ristretto di ossobuco.
Il consumo di pasta, del resto, non ostacola il raggiungimento degli obiettivi sportivi, al contrario può contribuire a migliorare la performance. Le indicazioni più recenti dei Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) della Società Italiana di Nutrizione Umana ricordano che l’alimentazione di chi pratica attività fisica dovrebbe ispirarsi alla Dieta Mediterranea, prevedendo una quota di carboidrati pari ad almeno il 45-60% dell’energia giornaliera. Le esigenze nutrizionali cambiano, però, in base al dispendio energetico e all’intensità degli allenamenti: sessioni leggere richiedono apporti più contenuti, mentre attività prolungate o ad alta intensità necessitano di una maggiore disponibilità di carboidrati, fondamentali per sostenere lo sforzo e prevenire l’affaticamento legato all’esaurimento del glicogeno muscolare. In questo contesto la pasta rappresenta una fonte energetica particolarmente efficace.
Come evidenziato anche dalla “Healthy Pasta Meal - Scientific Consensus Statement”, promossa dall’International Pasta Organisation e aggiornata alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, i carboidrati complessi che contiene sono facilmente digeribili e favoriscono l’accumulo di glicogeno, contribuendo a sostenere la prestazione durante l’attività fisica. Inserita in un pasto pre-allenamento equilibrato, aiuta a mantenere stabile la glicemia e a ritardare la comparsa della fatica; consumata dopo l’esercizio, soprattutto in abbinamento a proteine magre, favorisce il ripristino delle scorte energetiche e il recupero muscolare. Nel complesso, i carboidrati della pasta forniscono il carburante necessario per sostenere il lavoro muscolare e supportano anche la funzione cognitiva, contribuendo a mantenere concentrazione e lucidità durante allenamenti e competizioni.
Tra tradizione e nutrizione sportiva, la pasta si conferma, così, non solo un simbolo della tavola italiana, ma anche un’alleata concreta della performance e del benessere, da modulare in base allo sport praticato, privilegiando condimenti leggeri, poveri di grassi e facilmente digeribili.
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