Ripensare al modello della ristorazione scolastica puntando su qualità, salute, formazione e ricerca scientifica, alla base della sana e corretta alimentazione e dell’educazione alimentare fin da bambini. Sulla scia della “pioniera” Alice Waters negli Stati Uniti, che ha portato l’educazione alimentare nelle scuole con gli “Edible Schoolyards”, trasformando insieme a Slow Food gli orti scolastici in strumenti di apprendimento, e di Jamie Oliver in Inghilterra, che ha acceso il dibattito sulle mense scolastiche, chiedendo pasti più sani e meno industriali, da oggi anche in Italia nasce un nuovo percorso di rinnovamento della ristorazione scolastica con l’aiuto dei grandi chef e dell’alta cucina. È #iomangioascuola, il progetto promosso dalla Regione Abruzzo per ripensare il modello delle mense scolastiche in collaborazione con lo chef tre stelle Michelin Niko Romito del ristorante Reale di Castel di Sangro, simbolo e vanto dell’Abruzzo. Ideato in sinergia con l’Accademia Niko Romito, le Asl abruzzesi e il Comitato Regionale delle Università Abruzzesi (Ccrua), il progetto trova fondamento nella legge regionale 22 del 26 novembre 2021, che riconosce alla ristorazione scolastica una valenza strategica nelle politiche di salute, formazione e crescita delle nuove generazioni. E, proprio in questa cornice normativa, il Campus di Ricerca e Alta Formazione Niko Romito viene riconosciuto come una delle principali iniziative per sviluppare un modello di ristorazione che coniughi salute, benessere e tecnologie avanzate.
Il progetto si articola su tre assi principali: la ricerca gastronomica condotta dall’Accademia Niko Romito, per applicare tecniche innovative a supporto delle Linee Guida Asl; la ricerca scientifica grazie alla collaborazione con le università del Ccrua; e la formazione, con borse di studio e agevolazioni per l’accesso all’Accademia. Cuore dell’iniziativa è il Metodo Niko Romito (Mnr), basato su tecniche di cottura avanzate - come la cottura in depressione, il vapore controllato e la lavorazione in salamoia dei vegetali - pensate per preservare le proprietà nutrizionali degli alimenti, migliorarne il profilo organolettico e ridurre sprechi e costi operativi.
“L’alta cucina, per me, non è mai un esercizio di stile fine a sé stesso, ma un processo di ricerca continua. Ed è questa ricerca sulla trasformazione della materia prima che oggi entra nelle scuole - ha detto lo chef Niko Romito - la Regione ha avuto la lungimiranza di investire nell’innovazione, credendo nella sinergia inedita tra l’Accademia, le Asl e le università. Il potenziale di questo modello è vastissimo”. Il progetto #iomangioascuola è stato presentato nei giorni scorsi a L’Aquila e già, ha sottolineato lo chef, “abbiamo ricevuto numerose manifestazioni di interesse per implementare il metodo in altre realtà. Il mio desiderio e la mia ambizione è che questo protocollo possa presto diventare uno standard su scala nazionale: il cibo buono e sano deve essere un diritto universale. La mensa scolastica è uno spazio di educazione al gusto e alla cultura del cibo molto importante. Insegnare ai bambini a riconoscere la qualità significa formare adulti più consapevoli e una filiera alimentare più sana”.
“L’Abruzzo diventa laboratorio nazionale di innovazione nella ristorazione scolastica - ha detto Marco Marsilio, presidente Regione Abruzzo - mettiamo la stessa cura di un grande ristorante nelle mense dei nostri ragazzi, unendo gusto, salute e ricerca scientifica. Investire sul futuro dei giovani abruzzesi significa garantire loro ogni giorno cibo buono, sano e alla portata di tutte le famiglie, facendo della nostra regione un modello per l’intero Paese”.
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