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La Repubblica

La terra vale: grandi affari sui vigneti … Il prezzo della terra mantiene il segno positivo per il secondo anno consecutivo. È quanto emerge dall’indagine sulla mercato fondiario realizzata dal Crea, con il suo Centro politiche e bioeconomia. Lo studio, condotto da Andrea Povellato, rileva che i valori fondiari a livello medio nazionale registrano un leggero aumento (+0,2%) con incrementi più robusti in Piemonte, Lombardia e Toscana, mentre le regioni centro-meridionali si posizionano su variazioni positive più contenute. Segno negativo si registra invece in Umbria, Campania, Basilicata e soprattutto Veneto (-1%) dove continua il processo di assestamento dei valori medi regionali. Appaiono in controtendenza soltanto i prezzi dei terreni adatti a colture di pregio, in primo luogo la vite - dove il successo commerciale crea in molti casi un forte aumento della domanda con conseguente rialzo dei valori fondiari. Di fatto - segnala Io studio di Povellato - le contrattazioni per terreni adatti a vigneto o altre produzioni di pregio, in zone che hanno saputo avvantaggiarsi del crescente interesse dimostrato dai consumatori per i prodotti di qualità, dominano il mercato fondiario e rappresentano i casi, purtroppo abbastanza infrequenti, in cui la domanda supera l’offerta. D’altronde i vigneti italiani possono arrivare alle stelle. Una recente rilevazione condotta da Coldiretti e presentata all’ultimo Vinitaly, registra quotazioni che vanno dal milione di euro per Brunello e Prosecco fino ai 2,5 milioni di euro nel caso del Barolo. La superstar, rileva Coldiretti sulla base di dati Winenews, è il Barolo piemontese, con prezzi che arrivano fino a 2,5 milioni di euro ad ettaro. Una cifra superiore a quella necessaria per acquistare un’isola alle Bahamas, nei Caraibi, che si può oggi “portare a casa” anche a poco più di 2 milioni di euro, come nel caso della Lobster Island e poco sotto il prezzo di un villaggio-atollo alle Maldive (la Soneva Jani), che viaggia anche sui 2,6 milioni di euro. Per Brunello di Montalcino e Prosecco le cifre salgono fino a un milione di euro a ettaro mentre per accaparrarsi un ettaro di vigneto piemontese come per il Barbaresco ci vogliono tra i 500 e i 600mila euro, così come per l’Amarone della Valpolicella, il Bolgheri Toscano e le vigne del Trentino Alto Adige, le quali possono arrivate però anche fino a un milione di euro. Nel resto delle aree agricole esiste una potenziale offerta molto consistente che non si tramuta in vendita a causa del livello dei prezzi giudicato poco appetibile. In molti casi i proprietari - che in genere hanno abbandonato l’attività agricola per limiti d’età o per l’esiguità dei redditi aziendali - preferiscono attendere momenti migliori e si rivolgono al mercato degli affitti per cedere temporaneamente la gestione dei propri terreni Va sottolineato che l’aumento del prezzo medio a livello nazionale non basta a fermare l’erosione del patrimonio fondiario a causa di un aumento del costo della vita che continua ad essere più alto di quello registrato nel mercato fondiario. Infatti, i modesti incrementi del prezzo della terra non riescono a recuperare la perdita di potere d’acquisto da circa 15 anni. Emergono alcune similitudini con il mercato immobiliare urbano: la stasi dei prezzi di compravendita in entrambi i mercati si accompagna da qualche anno con la ripresa dell’attività di compravendita. Il punto di inversione per le compravendite di terreni agricoli si è avuto nel 2014 e da allora si confermano aumenti dell’ordine del 3-4% all’anno. Non è chiaro se sia iniziato un nuovo ciclo, generalmente trainato dalla domanda a sua volta determinata dal livello dei prezzi, dal risparmio accumulato e dal costo del finanziamento. Rispetto a questi tre fattori, nel settore agricolo il livello dei prezzi è probabilmente ancora troppo alto rispetto ai redditi attesi -sempre con i soliti distinguo per le produzioni di pregio - e anche al risparmio accumulato viste le modeste performance del settore negli ultimi anni. Discorso diverso per il credito che - complice la politica monetaria espansiva - presenta interessanti opportunità legate ad un costo dei mutui molto contenuto. Infatti, anche il credito erogato per l’acquisto di immobili in agricoltura ha ripreso a salire dal 2014, sebbene nel 2018 si sia verificata una battuta d’arresto con un calo delle erogazioni del 5%. Gli operatori del settore non si attendono significative variazioni.. L’unico dinamismo riguarda le aree dove le produzioni di qualità assicurano redditi soddisfacenti che spingono gli operatori a consolidare il proprio patrimonio fondiario. Laddove la redditività è assicurata da buone prospettive di mercato, la domanda supera l’offerta e porta al rialzo delle quotazioni mettendo in difficoltà gli agricoltori che puntano su un allargamento della maglia poderale per recuperare economie dl scala e reddito.

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