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La Repubblica

Quello dei Prosecco è un successo impetuoso, tutto sommato “giovane”, e da gestire in sinergia, comunicando, cosa non banale, le diverse identità della Doc Prosecco e delle due Docg Conegliano Valdobbiadene, dove è la storia del Prosecco, ed Asolo: è questo, in estrema sintesi, il messaggio per il futuro emerso dal Congresso degli Enologi Italiani (Assoenologi), “ospite” di Wine2wine, nel focus dedicato al Sistema Prosecco.
“Dopo 74 congressi in presenza siamo costretti dalla pandemia per il 75° a vederci in video. Sono sicuro che sconfiggeremo - ha esordito il presidente Riccardo Cotarella - questo acerrimo nemico e avremo un rimbalzo di convivialità in cui insieme consumeremo vino. Tuttavia questa prova potrebbe rappresentare una nuova formula per i Congressi Assoenologi e potrebbe consentirci di prendere in esame la maggior parte dei territori italiani come oggi abbiamo fatto con i Prosecco”. D’altra parte Assoenologi non poteva che partire da quello che è un vero e proprio “fenomeno” italiano ripercorrendo le tappe storiche per arrivare a un futuro che va governato per mantenersi sulla cresta dell’onda evitando di creare competizioni “interne” tra le tre denominazioni, trovando unità nella diversità.
“Nel 2009, approfittando di un varco nelle maglie delle leggi europee - ha ricordato Luca Zaia, allora Ministro dell’Agricoltura ed oggi Governatore del Veneto - riuscimmo con un’operazione per nulla semplice a vincolare il nome Prosecco al territorio, estendendo il territorio di produzione (al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, grazie ad un paesino vicino Trieste di nome Prosecco, ndr) chiamando la varietà con il sinonimo Glera, in modo che nessun altro a livello italiano ed europeo potesse utilizzare questo nome. Allora si producevano 57 milioni di bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Doc e 160 milioni di prosecco Igt, mentre oggi siamo a 600 milioni in totale. E sarebbe stato necessario successivamente lavorare a livello di Wto per fare accordi e difenderlo a livello internazionale. Voglio oggi sottolineare, anche guardando al futuro, che il risultato è stato ottenuto principalmente per volontà politica e questo deve far riflettere territori e produttori che spesso hanno paura del cambiamento”.
“Un futuro che deve avere come perno la sostenibilità - ha sottolineato Massimiliano Fedriga, Governatore del Friuli Venezia Giulia - che è già una realtà per la parte economica, visto che il valore al litro del Prosecco va da 1,65 a 1,75 euro, un euro in più rispetto a quanto pagato per il Pinot grigio Delle Venezie. La sfida ora si gioca sulla sostenibilità ambientale per la tutela del territorio per tenere alto il valore delle produzioni. Insieme all’innalzamento della qualità, che stiamo perseguendo finanziando impianti di spumantizzazione in loco, è un fattore decisivo, su cui agire anticipando le linee tracciate dall’Europa, e importante anche in termini di marketing”.
A questo punto, è necessario governare questo successo fondato su una massa critica di prodotto inconsueta per l’Italia, trovando la quadra per una valorizzazione condivisa da tutto l’universo Prosecco. Il resoconto di WineNews

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