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A TAVOLA PER LE FESTE

La spesa alimentare vola sotto le feste: a Natale vince la tradizione o gli italiani sperimentano?

Per i dati Deloitte la spesa alimentare andrà a +26% su 2017. Gli Osservatori di Bit, Host e TuttoFood, intanto, consigliano piatti e trend dall’ester
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Per le feste si stimano consumi alimentari pari a 10,2 miliardi di euro, +26% sul 2017

Natale è praticamente arrivato, e questo significa che milioni di italiani stanno pensando a cosa mangiare per il classico pranzo, o cenone, in famiglia. Se è vero che le feste nel Belpaese sono sinonimo di tradizione, sulla tavola degli italiani sarà davvero tutto legato alla cultura regionale? Solo pesce al Sud e bollito al Nord? Non proprio. Ciò che è sicuro è che durante il periodo natalizio, la tavola sarà sempre bella ricca: secondo le previsioni del Codacons, i consumi legati alle festività cresceranno del +2,5% rispetto al 2017, a quota 10,2 miliardi di euro. Mentre la spesa per gli addobbi scende, tra quelle in crescita troviamo proprio la spesa alimentare e in particolare per prodotti tipici e da ricorrenza. L’Unione Nazionale Consumatori stima che la crescita per la spesa alimentare toccherà il 19,8% e riguarderà sia l’aumento di spesa che si registra per i pranzi e cene delle feste, sia i regali a base di cibo, come prodotti di pasticceria e dolci da ricorrenza. Secondo un’altra analisi elaborata da Coldiretti su dati Deloitte, l’aumento della spesa alimentare sarà invece del 26%. Anche per la Confederazione i prodotti più richiesti sono le specialità enogastronomiche e in particolare i sapori dei territori. A Natale gli italiani dedicheranno particolare attenzione all’ittico e alle carni, oltre che naturalmente ai dolci lievitati. Da notare anche che l’Associazione delle Enoteche Vinarius prevede un incremento tra il 10 e il 15% nelle vendite di vini.
Tornando alle novità, ad indagare i nuovi trend che dall’estero stanno attraversando i confini del Belpaese, ci hanno pensato gli Osservatori di Bit – Borsa Internazionale del Turismo, Host e TuttoFood, che hanno stilato quindi una semplice lista dei gusti non proprio tradizionali, che però non possono proprio mancare sulle tavole durante le feste. Tra cui spicca al primo posto il caffè: non come bevanda da fine pasto come si usa di solito, ma come vero e proprio ingrediente da usare in piatti a base di carne o comunque salati. Subito dietro, l’agrumato, soprattutto con frutti esotici, e l’agrodolce tipico dei Paesi orientali, abbinati a piatti tradizionali. O anche le salse acide, tipiche della tradizione culinaria nordica, l’abbinamento (un po’ azzardato per gli italiani più tradizionalisti) di terra & mare, ovvero pesce o frutti di mare e carne nello stesso piatto. Da provare, anche la selvaggina all’olio d’oliva abbinata alle super alghe giapponesi, o anche i canditi, tradizionali sì, ma non quelli di frutta ma di verdura. Non solo con ingredienti e abbinamenti, a tavola si può osare anche con i tagli e l’impiattamento: consigliati sono tagli di pesce alla giapponese e impiattamenti orientali più in generale. E poi si viene ai dolci: un lievitato come la bussolà del Nordest può sostituire il panettone o il pandoro, o per andare all’estero il Christmas pudding inglese, in versione flambé al whisky, o una mince pie, altro dolce tipico inglese, fatto di pasta frolla ripiena di frutta secca, canditi, spezie e un po’ di liquore, come brandy o rum.
Ma c’è anche chi alla tradizione non rinuncia, come le celeberrime Cesarine, che per Natale consigliano un tradizionalissimo arrosto lombardo, a base di prugne, noci e castagne.

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