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LA STAMPA

Cantine unite dalle parole ... Italia del vino dei piccoli e dei grandi numeri unita e felice nella stessa degustazione: un’impresa complicata. Al Vinitaly di Verona ce l’ha fatta un giornale, il mensile Usa “Wine Spectator”. Un produttore di Barolo raggiante per il successo dell’evento spiega perché è andata così bene: “E una rivista affidabile. I mercati credono alle sue valutazioni. E per noi aziende è un garante delle informazioni sempre super partes”. Insomma, quelli di “Wine Spectator” fanno i giornalisti. Dall’appuntamento di Veronafiere l’Italia del vino esce rafforzata con i suoi 14 miliardi di fatturato, oltre un milione di addetti, almeno 300 mila aziende coinvolte e 4,4 miliardi di incassi all’estero. Anche per l’informazione è stato un banco di prova importante. I giornali’ hanno saputo anticipare i temi del dibattito tra gli stand: il mercato estero, la crescita, il clima, la scoperta di etichette e vitigni sempre meno scontati e di massa. La carta ha lanciato i temi e l’informazione che si muove in tempo reale come blog o social network li ha masticati - anzi, assaggiati - e valutati coinvolgendo un numero sempre crescente di enoappassionati capaci di confrontarsi su un vitigno o un’annata con una pioggia di “tweet”. Quasi 200 mila winelover (visitatori unici al mese) affidano i loro enopensieri a www.winenews.it, che durante il Vinitaly si è meritato il premio “Grandi cru” come miglior sito. Ma ogni luogo è buono per creare una nuova sala degustazione virtuale. Uno spazio che è alla ricerca di garanti affidabili e super partes. Un’occasione per chi fa informazione.
Luca Ferrua

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