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LA STAMPA.IT

I due vini sull’unità … Secondo una recente indagine del sito Winenews.it è il Barolo il vino simbolo dell’Unità d’Italia. Il 55% lo ritiene quello che più evoca questa ricorrenza, a seguire il Chianti Classico con il 30% e al terzo posto il Marsala con il 13%. Le tre prime posizioni non a casa hanno in comune i tre principali uomini che più di altri costruirono il nostro paese: il Conte di Cavour, Bettino Ricasoli e Giuseppe Garibaldi, tutti uomini legati all’agricoltura, i primi due imprenditori agricoli ed inventori del Barolo e del Chianti e Garibaldi apicoltore. Ma quest’anno non potevano mancare i vini dell’Unità d’Italia: il Vino bianco d’Italia e il Vino rosso d’Italia. L’idea è nata lo scorso anno a Verona quando il presidente Napolitano ha fatto visita al Vinitaly. Lì si è deciso quali saranno le bottiglie autorizzate a celebrare la storica ricorrenza. Le due bottiglie saranno presentate al Vinitaly 2011, ma cosa conterranno? Ovviamente i principali vitigni autoctoni del nostro Paese, 20 a bacca rossa e 20 a bacca bianca selezionati ed assemblati da Assoenologi; Petit rouge,Barbera, Croatina, Rossese di Dolceacqua, Raboso, Teroldego, Refosco dal peduncolo rosso, Sangiovese, Cesanese di Affile, Sagrantino, Lacrima, Montepulciano, Tintilia, Negroamaro, Aglianico, Aglianico del Vulture, Gaglioppo, Nero d’Avola e Carignano comporranno il rosso; il bianco è un mix di Prié blanc, Cortese, Trebbiano di Lugana, Garganega, Weissburgunder, Friulano, Pignoletto, Vernaccia di San Gimignano, Grechetto, Malvasia, Verdicchio, Trebbiano, Falanghina, Fiano, Greco, Greco bianco, Grillo e il classico Vermentino. Tornando al Barolo, per sentire davvero la sua bontà bevetelo dopo qualche anno, quando emerge appieno la sua complessità la sua grandezza. Abbiamo di recente assaggiato un Cordero di Montezemolo 1986, 25 anni stupendamente portati.

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