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VINO E MERCATI

La Svizzera, un piccolo grande mercato, dove l’Italia esporta 375 milioni di euro di vino

Bernardini (Ice Berna): “consumi a 33 litri pro capite, potere d’acquisto e prezzi alti, ecco i punti di forza”
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La Svizzera, un piccolo rande mercato del vino

Non fatevi ingannare dalle apparenze, la piccola Svizzera, con i suoi 8 milioni di abitanti, grazie ad un Pil in continua crescita e ad un potere d’acquisto tra i più alti al mondo, è un mercato assai prezioso per il vino, e lo sanno bene due confinanti come Italia e Francia, i primi due produttori enoici al mondo, che da sempre si spartiscono le fette più grandi della torta elvetica. Con il Belpaese che, come racconta a WineNews la direttrice dell’Ice di Berna, Simona Bernardini, “dal 2014, ha eroso il primato della Francia, ed oggi è il primo fornitore di vino in Svizzera, davanti a Francia e Spagna. Senza dimenticare che la stessa Svizzera produce vino, senza riuscire ovviamente a soddisfare il fabbisogno interno, in leggera diminuzione nel 2017, per questioni essenzialmente salutistiche, che stanno frenando i consumi di alcolici in generale. Comunque sia, il vino è la terza bevanda più bevuta, con 33 litri pro capite, dietro ai soft drinks ed alla birra”.
In termini di tipologie preferite, tra quelle importate dall’Italia, “in testa c’è sempre il rosso, ma l’exploit delle bollicine, specie del Prosecco, è arrivato ovviamente anche qui, tanto da aver scalzato, almeno nei volumi, lo Champagne. Per quanto riguarda il rosso, se una volta si guardava principalmente alle Regioni più vicine, come Piemonte e Veneto, oltre ovviamente alla Toscana, oggi c’è grande interesse per il Sud Italia, dalla Sicilia alla Campania, ma l’ultimo trend - continua Bernardini - è la Puglia”. Spostando il focus sui prezzi, “bisogna fare un distinguo: la Gdo tende a pagare meno, ma in generale l’andamento è piuttosto altalenante. La lotta per il posizionamento allo scaffale del supermercato è tra i 5 ed i 10 franchi a bottiglia, ed il prezzo medio del vino importato dall’Italia, negli ultimi 12 mesi, ha visto un incremento di prezzo sia per i bianchi, a 4,60 franchi a bottiglia, che per i rossi, a 6,70 franchi a bottiglia (+60 centesimi di franco)”. Prezzi, quindi, decisamente più alti della media, anche perché, come ricorda la direttrice dell’Ice di Berna, “la Svizzera, stando fuori dall’Unione Europea, ha un sistema di barriere tariffarie che tende ad elevare i prezzi, perché l’importatore deve pagare i dazi, l’iscrizione al controllo del commercio dei vini e, aspetto da non dimenticare, affrontare un costo del lavoro superiore lungo tutta la filiera, che ricade sul costo finale della bottiglia”.
Ma quando si parla della Svizzera, oltre che di un mercato importante, si parla anche di un piccolo produttore, che conta su 15.00 ettari vitati, di cui il 43% a varietà a bacca bianca, ed il 57% a bacca rossa, e le varietà più diffuse, ma in calo, sono Pinot Nero, Chasselas e Gamay, mentre crescono Sauvignon Blanc, Savagnin Blanc, Petite Arvine, Chardonnay e Merlot. Anche qui, la vendemmia 2017, con 79 milioni di litri, ha segnato un calo del 26% rispetto al raccolto del 2016 (–28,5 milioni di litri).
Nel 2017 Il consumo totale di vini svizzeri ed esteri, è continuato a scendere e rispetto al 2016 di circa 4 milioni di litri (-1,6%), attestandosi a 249 milioni di litri di vino consumati. Nel complesso, il consumo di vino bianco estero è salito di 126.200 litri (+0,3%), a 39,9 milioni di litri, quello di vino rosso è diminuito dell’1,6%, a 122,6 milioni di litri, mentre quello di spumante è continuato ad aumentare, del +3,2%, a 19,3 milioni di litri, toccando un nuovo record.
In questo contesto, le importazioni dall’Italia nel 2017 hanno raggiunto i 717.000 ettolitri, di cui 505.000 ettolitri di vini rossi, 131.000 ettolitri di vini bianchi e 109.000 ettolitri di spumanti, per una quota di mercato del 41,4%, davanti alla Francia, ferma, nei volumi, a 394.000 ettolitri (21,2%) ed alla Spagna, con 306.000 ettolitri (16,5%). A valore, il giro d’affari del vino italiano esportato in Svizzera arriva invece a 375 milioni di euro, per una quota di mercato del 36,5%, con il gap sulla Francia che si contrae in maniera importante: il vino francese vale 343 milioni di euro, pari al 33,4% del mercato, e quello spagnolo 133 milioni di euro, il 13% delle importazioni totali.
Per quanto riguarda le importazioni di vino spumante, negli ultimi dieci anni sono cresciute di un terzo, ed il 56% delle relative forniture proviene dai paesi confinanti a sud della Svizzera: il fornitore dominante nei volumi è l’Italia, mentre nei valori la Francia, che genera una quota del 61% con un prezzo medio a bottiglia di 17,40 franchi (15,66 euro), mentre il prezzo medio dall’Italia è di 4,20 franchi (3,78 euro). Dalla Spagna è stato importato il 13% di spumante, il cui prezzo medio è stato di 3,30 Franchi (2,97 euro).
Il 24% del vino bianco sfuso è stato importato dall’Italia, il 22% dalla Francia, il 21% dalla Spagna e l’11% dal Sud Africa. L’import di vino rosso è ammontato al 44% del totale: Italia, Francia e Spagna coprono circa i 4/5 dell’import totale. Le relative quote di mercato e il prezzo medio per bottiglia sono stati pari a: Italia 41%, prezzo medio 6,30 franchi (5,67 euro); Francia 21%, prezzo medio 10,10 franchi (9.09 euro); Spagna 18%, prezzo medio 5,80 franchi (5,22 euro). Il 24% dell’import di vino rosso sfuso proviene principalmente da Italia (40%), Francia (29%) e Spagna (15%).

Focus - I numeri delle importazioni delle Dogane
Nel 2017 sono stati importati complessivamente circa 186 milioni di litri di vino, spumante, vino dolce, specialità e mosto d’uva, ovvero circa 1,4 milioni di litri in più rispetto all’anno precedente (+0,7%). Le importazioni nel limite del contingente doganale sono state pari a circa 159 milioni di litri. Nel 2017 analogamente al 2016, il contingente di 170 milioni di litri non è stato esaurito.
Le importazioni di vino bianco sono salite di 632.100 litri (+1,6%) attestandosi a circa 40 milioni di litri. Tale aumento è riconducibile principalmente alle importazioni di vino bianco in bottiglia, salite di 783.600 litri (+3,9%), mentre quelle di vino bianco sfuso (incluso vino industriale) sono scese di 151.500 litri (-0,8%). Un lieve rialzo si è registrato anche per le importazioni di vino rosso (+527.500 litri, +0,4%) che ammontano a 123 milioni di litri. Sono inoltre aumentate le importazioni di spumante che complessivamente ammontano a circa 19,5 milioni di litri (+355.000 litri, +1,9%). Un calo si è invece osservato nelle importazioni di vino dolce, specialità e mistelle nonché mosto. Per i vini industriali è proseguita la tendenza negativa degli anni precedenti che dal 2014 hanno segnato una flessione di 2,4 milioni di litri attestandosi a circa 4 milioni di litri (–36.7%).

Focus - I consigli di marketing dell’Ice
secondo gli ultimi trend il mercato svizzero si sta orientando su vini di largo consumo, che si trovano in commercio nel canale della GDO; per poter entrare in questo canale distributivo è fondamentale poter garantire la fornitura di ingenti quantitativi di vino.
È importante avere una certa visibilità sul mercato svizzero per farsi conoscere dagli importatori e distributori di vini e acquisirne la fiducia. Si consiglia pertanto la presenta ad eventi settoriali di rilevanza, quali ad esempio la Expovina (Zurigo, aprile e novembre) quasi esclusivamente riservata a importatori/distributori elvetici, Basler Weinmesse (Basilea, novembre), Arvinis (Montreux, maggio) e Igeho (Basilea, novembre). Si raccomandano anche campagne pubblicitarie su riviste specializzate quali Schweizerische Weinzeitung e Vinum.
Al fine di conquistare o erodere margini nel settore della gastronomia e ristorazione (HO.RE.CA.), se non si punta alla GDO, concordando strategie di coinvestimenti sempre piu’ richieste dagli importatori elvetici.
Considerata la struttura monopolistica della distribuzione nonché il carattere esigente del mercato elvetico, è fondamentale effettuare degli investimenti sulla immagine della propria azienda vitivinicola, presentando a eventuali potenziali player materiale promozionale, cataloghi, brochure ed etichette moderni e a elevato impatto.
Seguire i trend di un mercato saturo e maturo, quale quello elvetico, che oggi richiede sempre più: vini autoctoni, vegani, biologici, che abbiano ricevuto riconoscimenti e con ottimo rapporto qualità/prezzo.

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