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TRA TORRI E FILARI

La Vernaccia di San Gimignano alla prova del calice: i nostri migliori assaggi

Alle “Anteprime di Toscana” i migliori assaggi della redazione dell’unica enclave bianchista della Regione, dove la 2019 si dimostra molto promettente

Alle “Anteprime di Toscana” 2020 si divide addirittura in tre l’assaggio della Vernaccia di San Gimignano, dovendo “fare i conti” con la appena nata annata 2019, con la 2018 (con cui più di qualche azienda ha scelto di uscire quest’anno) e la Riserva 2017. Dati alla mano, nella vendemmia 2019 sono stati prodotti 39.381 ettolitri di Vernaccia di San Gimignano dai 693 ettari iscritti alla Docg: numeri pressoché stabili rispetto al 2018, quando la produzione è stata di pochissimo superiore (39.618 ettolitri). In termini di bottiglie medesima stabilità: 4.672.253 quelle prodotte nel 2019 e 4.630.241 nel 2018. Il giro d’affari supera di poco i 13 milioni di euro con il 52% della produzione venduta all’estero (per il 30% in Europa, per il 18% in Usa e per la restante percentuale in Asia), mentre è del 42% la fetta di bottiglie che sono vendute in Italia, di cui la metà direttamente a San Gimignano.
Per le condizioni meteorologiche, il millesimo 2019 è stato regolarissimo tra i filari della “Manhattan del Medioevo”, con un andamento climatico molto confortante, senza mai picchi di calura estremi e con notevoli escursioni termiche tra notte e giorno (condizione quest’ultima fondamentale per una buona riuscita dei vini bianchi). Ecco allora una 2019 molto promettente con vini di intensità aromatica davvero inaspettata per la Vernaccia (un vitigno, come è noto, tendenzialmente neutro) e dal buon bilanciamento gustativo fragrante e di sostanza.
Il 2018 ha, invece, portato a San Gimignano, in generale, della Vernaccia di buona personalità e, soprattutto, di freschezza e di beva golosa. L’annata, infatti, ha avuto una tendenziale progressione senza caldi eccessivi (ma anche senza fenomeni piovosi frequenti come in altre zone) e il vitigno ha potuto giovare di queste condizioni, contando anche su una vendemmia sostanzialmente regolare e con un’adeguata maturità raggiunta senza dover per forza, come nel caso dei rossi toscani, attendere fino ad ottobre inoltrato.
Sulla Riserva 2017 una modulazione leggermente inferiore dal punto di vista qualitativo, visto che l’annata è stata molto calda anche sotto le torri, con conseguente connotazione aromatica più intensa e dolce e una progressione gustativa più polposa che fragrante. Tuttavia, non mancano vini interessanti e, soprattutto, benché con profumi ricchi, talvolta troppo forse, e gusto con qualche esuberanza alcolica, appaganti dal punto di vista dell’intensità aromatica e del volume gustativo.
Si conferma il vino più intrigante del nuovo corso aziendale la Vernaccia di San Gimignano “Sant’Elena” 2017 di Teruzzi (Gruppo Terra Moretti) che anche in un’annata più complicata ha trovato profumi definiti e fragranti e progressione gustativa succosa e tonica. Tra le nuove aziende del panorama di San Gimignano colpisce la Vernaccia di San Gimignano “Assola” 2018 della Tenuta Montagnani, dai tratti aromatici vivaci e dai tocchi speziati e dalla bocca definita ed incisiva. Verticalità e finezza, ma non è la prima volta, contraddistinguono la Vernaccia di San Gimignano “Campo della Pieve” 2018 de Il Colombaio di Santa Chiara, una cantina che anno dopo anno cresce sempre un po’.
Forse una delle migliori la Vernaccia di San Gimignano 2019 di Tenuta Le Calcinaie, dagli aromi freschissimi e dal gusto sapido e ritmato. Buone sensazioni anche da un’altra giovane azienda: la Vernaccia di San Gimignano 2019 della Tenuta La Vigna, profuma di fiori freschi e trova al palato il suo punto di forza con un sorso croccante e continuo. Non delude mai la Vernaccia di San Gimignano “2019 de La Lastra, ma, specialmente in questa versione, i suoi aromi aromi trovano un’intensità davvero convincente e una progressione gustativa ricca e profonda. Anche la Vernaccia di San Gimignano “Hydra” 2019 de Il Palagione, raggiunge una forza aromatica non usuale, ad anticipare un palato solido e fragrante.
Interessante la Vernaccia di San Gimignano “Sanice” Riserva 2017 di Cesani, dall’impatto aromatico deciso e dalla bocca succosa e ricca. A confermare la propensione della Vernaccia di San Gimignano all’invecchiamento la Carato Riserva 2016 di Montenidoli, in commercio da inizio anno, che si conferma un vino dallo stile quasi borgognone e la Vernaccia di San Gimignano Riserva 2016 di Panizzi, dai profumi delicati a tratti solo un po’ nascosti da qualche tocco boisé in esubero, che in bocca ha volume, tonicità e allungo.

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