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LA CURIOSITÀ

L’arte del vino e quella del verde si uniscono nel network dei “Grandi Giardini Italiani”

Nella Guida 2026, fanno il loro ingresso le cantine Ca’ del Bosco, nel cuore della Franciacorta, e Castiglion del Bosco tra i vigneti di Montalcino
ARTE, BRUNELLO DI MONTALCINO, CA' DEL BOSCO, FRANCIACORTA, GIARDINI, GRANDI GIARDINI ITALIANI, NATURA, PAESAGGIO, ROSEWOOD CASTIGLION DEL BOSCO, Italia
Ca’ del Bosco e Castiglion del Bosco nei “Grandi Giardini Italiani”

Luoghi unici ed affascinanti, spesso situati in piccoli borghi e territori rurali, i giardini italiani sono una ricchezza diffusa del patrimonio culturale italiano, meta di un turismo lento immerso nella bellezza della natura coltivata dall’uomo, tra botanica, paesaggio e arte, e lontano dai flussi turistici tradizionali. A riunirli è il celebre network “Grandi Giardini Italiani” che, con l’arrivo della primavera, ha svelato la Guida 2026, che, da tre decenni, è la fedele compagna di viaggio per visitare i più bei giardini d’Italia, come i 150 in 12 regioni del Belpaese raccontati nella nuova edizione, con 5 new entry tra cui due cantine, dove l’arte del giardinaggio incontra quella della produzione di vino: Ca’ del Bosco a Erbusco, griffe che ha scritto la storia della Franciacorta e delle sue prestigiose bollicine Metodo Classico, pioniera nel fare dei suoi vigneti un museo di opere d’arte a cielo aperto firmati da artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Igor Mitoraj, Stefano Bombardieri e Bertozzi & Casoni, integrando paesaggio agricolo, architettura contemporanea e un articolato percorso di opere d’arte ambientale inserite tra vigne e spazi produttivi; e Castiglion del Bosco, la storica tenuta con il Rosewood wine relais e la cucina stellata dello chef Matteo Temperini tra i vigneti di Brunello a Montalcino, immersa nel paesaggio della Val d’Orcia, Patrimonio Unesco, dove giardini, vigneti e patrimonio rurale dialogano con il contesto naturale toscano.
Ma nella Guida 2026 - la cui copertina è dedicata all’opera 0121-1110=115075 (2015) dell’artista Jaehyo Lee ad Arte Sella, sull’altopiano della Valsugana in Trentino, per richiamare la presenza nel network di 11 proprietà dedicate all’arte contemporanea - fanno il loro ingresso anche la Limonaia del Castèl a Limone sul Garda, complesso storico dedicato alla coltivazione degli agrumi affacciato sul Lago di Garda, testimonianza della tradizione delle limonaie gardesane e della relazione tra architettura e coltivazione terrazzata; Villa La Quiete a Treia, dimora storica immersa nel paesaggio collinare marchigiano, con un parco storico composto da alberature mature e spazi verdi legati alla tradizione delle residenze di campagna; e Parco Trevelyan a Taormina, noto anche come Villa Comunale, giardino pubblico ottocentesco affacciato sul mare, caratterizzato da essenze esotiche, architetture ornamentali e percorsi panoramici.
Ma si possono citare anche I Giardini di Sissi di Castel Trauttmansdorff a Merano, custodi del Versoaln, la vite vivente più antica al mondo, San Leonardo, la storica Tenuta in Trentino dei Marchesi Guerrieri Gonzaga dove nasce il San Leonardo, insieme al Parco Guerrieri Gonzaga; da Villa Brandolini d’Adda a Sicile, in Friuli, con l’azienda agricola e vitivinicola Vistorta, a Villa Rizzardi della cantina veneta Guerrieri Rizzardi a Negrar, da Villa Arvedi con il suo oleificio a Grezzana, a Villa dei Vescovi a Torreglia, sede dell’Enoteca dei Colli Euganei, al Giardino di Palazzo di Varignana, che produce olio e vino a alle porte di Bologna, alla Fattoria di Maiano a Fiesole, con la distesa di olivi con vista su Firenze, dal Giardino Torre, la Real Fruttiera dei Borbone nel Real Bosco di Capodimonte, a Villa Cimbrone a Ravello, con la cucina stellata del ristorante Il Flauto di Pan e la “Terrazza dell’Infinito” sulla Costiera Amalfitana, a Villa Tasca, la storica dimora della griffe Tasca d’Almerita a Palermo, tra le altre.
“I giardini rappresentano un patrimonio culturale vivo, che esiste solo se viene curato e condiviso - spiega Bianca Passera, presidente “Grandi Giardini Italiani” - il nostro lavoro crea connessioni tra luoghi, persone e territori, affinché la visita a un giardino diventi un’esperienza culturale accessibile e contemporanea”.

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