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IDEE DI FUTURO

“Lavorare bene aiuta, ma serve fortuna, nel vino come nei cavalli”: parla Marcel Van Poecke

Il proprietario di AtlasInvest, Poggio Antico a Montalcino, e del cavallo Anda e Bola: “Futuro? Sono ottimista”. E cresce ancora: altra acquisizione

Chi lavora sostanzialmente a “cielo aperto”, come fanno le cantine “verticali”, che vanno dalla vigna alla bottiglia, così come chi lavora con gli animali, può fare tanto, con ricerca, investimenti, rigore e professionalità, dedizione al lavoro e rispetto, ma non può controllare tutto. Per questo, nonostante il massimo degli sforzi possibili, serve anche un po’ di fortuna, che, però, attraverso il lavoro, si può propiziare. Ne è convinto Marcel Van Poecke, fondatore e presidente AtlasInvest, con oltre 25 anni di esperienza nel settore energetico mondiale, proprietario di Poggio Antico, una delle più belle ed “alte” aziende vitivinicole di Montalcino, e di Anda e Bola, cavallo di cui è co-proprietario (insieme al giovanissimo Theo Westerman), e capace di unire, in un “brindisi virtuale”, due “contrade nemiche” di una delle feste identitarie più antiche e celebri del mondo, il Palio di Siena, ovvero il Valdimontone, per la quale ha vinto ad Agosto 2025, montato da Giuseppe Zedde detto Gingillo, e ad Agosto 2026, giusto un anno dopo, il Nicchio, con in sella Giovanni Atzeni detto Tittia. In una unione di passioni, tra vino e cavalli, che evidentemente funziona.
“Siamo stati molto fortunati, sia con i cavalli che con il vino: è un connubio di passioni ed investimenti nell’eccellenza, nel Brunello di Montalcino come in Anda e Bola. Ed è il frutto di un lavoro di squadra: quello che facciamo in vigna e in cantina qui a Montalcino è quello che facciamo con Anda e Bola (e con altri cavalli, ndr) ed i suoi allenatori, Massimo Milani e la sua famiglia”, ha detto Van Poecke, in un incontro, ieri, con WineNews. Dove insieme al direttore generale della tenuta, Pier Giuseppe D’Alessandro, ha annunciato, in anteprima, l’acquisizione della confinante Podere Pian di Moggio, i cui terreni, in parte diventeranno vigneti (di parla di 4 ettari). In un progetto che guarda alla sostenibilità, visto che si cercherà di intervenire il meno possibile nel rispetto dell’ambiente, e che i vigneti saranno impiantati su terreni che, negli ultimi cinquanta anni, non hanno visto la presenza di vigneti moderni, e ricreati partendo da piante di vite di oltre 70 anni ancora vive ritrovate nella proprietà. Vigneti che andranno ad arricchire il patrimonio vitato di una tenuta che ha i vigneti più in alto, per estensione, del territorio, 37 ettari vitati condotti integralmente a biologico certificato, ad un’altitudine media di 550 metri, ma con punte intorno ai 620 metri, e quasi totalmente circondati da un altro elemento fondamentale, i 150 ettari di macchia mediterranea, che coprono oltre il 75% dell’intera superficie della tenuta. Un ulteriore investimento che rinsalda anche il legame tra Poggio Antico, Montalcino e Siena, visto che, nei terreni di Pian di Moggio, sono state trovate antiche pietre di confine, con inciso il simbolo del Santa Maria della Scala di Siena, che saranno oggetto di un approfondito studio storico nei prossimi mesi.
Ed è un ulteriore investimento che testimonia la stima e la fiducia che Marcel Van Poecke, che ha acquisito Poggio Antico nel 2017, ripone in un territorio, quello di Montalcino, che ha un tessuto sociale e imprenditoriale “molto solidale, ognuno lavora per risultati positivi. E anche l’Italia nel suo complesso lo è. Sappiamo tutti che ci sono sempre tanti problemi, ma credo che stiamo andando nella direzione giusta. E credo che il Brunello di Montalcino sia un vino eccezionale, che ha un rapporto qualità/prezzo ancora buono, non è così costoso da essere irraggiungibile. Si può ancora aggiustare qualcosa, ma tutto va come va la vita: prima si sale un po’, e poi si scende, poi si sale ancora un altro po’, e poi si riscende, poi si risale, e così via. Non credo che ci sia un calo strutturale. Certamente tutto sta diventando più costoso, e quindi le persone fanno più attenzione a quello che spendono, ma credo che, nel medio lungo termine, le cose si sistemeranno e scopriremo che l’economia è più forte di quello che pensiamo oggi”.
“Ovviamente ci sono tanti problemi nel mondo, la guerra in Ucraina, in Iraq, il caro carburanti e così via, ma passeranno. Credo che, in generale, dobbiamo ridurre ancora un po’ i volumi, fare vini sempre migliori, come credo che ognuno stia facendo, e questo ci aiuterà - spiega ancora Marcel Van Poeke - a superare questo momento che è un po’ più difficile per il vino. Ma io non sono pessimista, sono un ottimista, supereremo questa fase ed il business del vino sarà ancora migliore di prima. Anche grazie al fatto che l’immagine e la percezione del vino italiano nel mondo, detto da chi nel mondo viaggia costantemente per il proprio lavoro, sono ancora fortissime, anche perchè “ci sono tanti fantastici ristoranti in tutto il mondo che sono i primi ambasciatori del vino italiano, e se guardiamo le carte dei vini di solito i vini italiani hanno prezzi ragionevoli, con un buon rapporto qualità prezzo”.
Non ha dubbi, quindi, Marcel Van Poecke, proprietario di Poggio Antico, tra le griffe del Brunello di Montalcino, e di Anda e Bola, cavallo che, lo scorso anno, ha fatto felice il Valdimontone, in una vittoria celebrata con una “Palio Edition” di Brunello di Montalcino 2021, con i colori della contrada rosso-giallo-bianco, e che, quest’anno, hanno fatto esultare, dopo tanti anni i contradaioli del Nicchio, in una vittoria a cui brindare, con un’altra “Palio Edition”, questa volta di Brunello di Montalcino Riserva 2020, con i colori azzurro, giallo e rosso della contrada che, per ultima, ha alzato il Palio.
In attesa di dare inizio ai lavori della nuova cantina di Poggio Antico, disegnata e progettata da Marco Casamonti, uno dei più celebri architetti dei nostri tempi (e già firma, tra le altre, della pluripremiata cantina “Antinori nel Chianti Classico”, che, nel 2022, è stata insignita del titolo di “cantina più bella del mondo” dal concorso World’s Best Vineyards, ndr), anche questa improntata al rispetto del territorio e al minimo intervento possibile, come già raccontato a WineNews, in passato, dallo stesso Casamonti: “se sei in un luogo straordinariamente bello come la Toscana progettare una cantina vuol dire fare un passo indietro: l’architetto deve avere un atteggiamento di grandissima umiltà e capire che deve lavorare per contemplare ciò che c’è attorno. Noi in Toscana, e in particolare a Montalcino, non dobbiamo attirare, ma lanciare gli sguardi verso il paesaggio”. Un paesaggio che, da Poggio Antico, spazia a 180 gradi verso il Tirreno, e che, nelle giornate più terse, porta lo sguardo ad appoggiarsi, addirittura, sulla Corsica.

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