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STRATEGIE TERRITORIALI

Le 11 Unità Geografiche Aggiuntive (Uga) del Gallo Nero, nuovo capitolo del Chianti Classico

Debutteranno sulla “Gran Selezione” le Uga, che legano ancora di più i vini ai territori, “per valorizzarne al meglio le tante diversità”
CHIANTI CLASSICO, GALLO NERO, UGA, vino, Italia
Le 11 Unità Geografiche Aggiuntive del Chianti Classico

Per tutti, sono un nuovo punto di partenza, per alcuni serviranno a soddisfare ancora di più quella voglia dei consumatori evoluti di conoscere più a fondo il legame tra vino e territorio in cui nasce, per altri sono un “inizio di zonazione”, per altri ancora avranno un impatto importante non solo sul mercato, ma anche in termini di turismo ed enoturismo: l’attesa è tanta, in Chianti Classico, per il debutto ufficiale delle Uga, le 11 Unità Geografiche Aggiuntive del Gallo Nero (San Casciano, Montefioralle, Panzano, San Donato in Poggio, Castellina, Vagliagli, Greve, Lamole, Radda, Gaiole, Castelnuovo Berardenga) che debutteranno inizialmente solo sulla Gran Selezione, vertice qualitativo del Chianti Classico (e per il quale la percentuale minima di Sangiovese passa dall’80 al 90%, e potrà essere accompagnata solo da altri vitigni tipici chiantigiani a bacca rossa, ndr). Zone, le 11 Uga, spiega il Consorzio guidato da Giovanni Manetti, individuate secondo il criterio principale dell’omogeneità dei suoli e del microclima, ma anche della giacitura dei vigneti, per esempio, oltre che secondo “fattori umani” come la (storia culturale, tradizioni locali, spirito di comunità). “Da tempo molti consumatori evoluti, appassionati di tutto il mondo, ci chiedono sempre più informazioni sui luoghi e le zone da cui provengono i vini, piuttosto che su affinamenti ed aspetti tecnici. La nostra - spiega, a WineNews, il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti - è una risposta ad una domanda di mercato, oltre che l’espressione di una volontà comune della base produttiva di raccontare ancora meglio il legame che c’è tra i nostri vini ed i loro territori, per valorizzare uno dei grandi punti di forza del Chianti Classico, che è la diversità delle sue produzioni”. E così, per esempio, la Unità Geografiche Aggiuntive (Uga) del Gallo Nero racconteranno nel calice il legame che c’è tra il Chianti Classico e San Casciano, dove Niccolò Machiavelli, esiliato nella sua villa di Sant’Andrea in Percussina, scrisse “Il Principe”, e l’architetto Santi di Tito costruì la rinascimentale Villa Le Corti; racchiuderanno in bottiglia la storia di Greve, per secoli antico mercatale circondato dal Castello di Verrazzano dove nacque il navigatore Giovanni da Verrazzano, e da Villa Vignamaggio, appartenuta alla famiglia della “Gioconda” e dove Francesco Redi compose “Bacco in Toscana”; faranno conoscere le vicine Montefioralle, tra i borghi medievali più belli d’Italia, e Lamole, uno dei punti più alti della Denominazione; racconteranno una Panzano “sacra e profana”, tra l’antica Pieve romanica di San Leonino e il “poeta della bistecca” Dario Cecchini; racconteranno i vini e la storia di Radda, storico capoluogo della Lega del Chianti; faranno viaggiare prima con la mente e poi in sella alle bici d’epoca dell’“Eroica”, la cicloturistica più famosa al mondo, da Gaiole ai celebri Castelli di Brolio e Meleto, fino alla millenaria Badia a Coltibuono; racconteranno di Castelnuovo Berardenga, avamposto della Repubblica di Siena, oggi dominato dall’elegante Villa Chigi Saracini, e della conca naturale di Vagliali; assaggiandone i vini condurranno lungo la “Via Chiantigiana” fino a Castellina, teatro di battaglia tra la guelfa Firenze e la ghibellina Siena lungo le mura costruite da architetti del calibro di Giuliano da Sangallo e Filippo Brunelleschi, e al Castello di Fonterutoli, sfondo della leggenda del Gallo Nero e della “singolar tenzone” tra le due città, che firmarono i loro accordi di pace nell’Uga di San Donato in Poggio.Aprendo un nuovo capitolo e moderno della narrazione di un territorio storico del vino italiano, come il Chianti Classico.

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