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CAOS PANDEMIA

Le proteste dei trasporti per il Green Pass obbligatorio rischiano di bloccare la filiera del cibo

Coldiretti: lo stop di camion e tir mette in pericolo la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come latte, frutta e verdura
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Coldiretti: con la protesta dei trasporti sul green pass a rischio i rifornimenti

La paralisi dei mezzi di trasporto rischia di bloccare il rifornimento dei generi alimentari negli scaffali dei supermercati. Con l’85% dei flussi commerciali che in Italia avviene su strada, lo stop di camion e tir mette in pericolo la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere i canali di vendita. La minaccia può interessare le forniture di oltre 330.000 realtà della ristorazione e 230.000 punti vendita al dettaglio da parte delle 70.000 industrie alimentari e 740.000 aziende agricole presenti nel Paese. Coldiretti lancia l’allarme dopo la protesta promossa dagli autotrasportatori per l’entrata in vigore dell’obbligo del Green Passche scatterà domani, 15 ottobre, quando diventerà necessario averlo per accedere ai luoghi di lavoro.
Una novità per cui le filiere del cibo reagiscono in maniera diversa. Se c’è allarme generale per la logistica, sul fronte agricolo ad alzare i livelli di guardia sono Coldiretti e Confagricoltura, secondo le cui stime 1 lavoratore su 4 (e 1 su 3 tra gli stranieri) non hanno ancora il Green Pass, con il rischio di fermare le operazioni di raccolta in corso in questi giorni. Umore diverso dal mondo della ristorazione visto che, secondo l’Ufficio Studi di Fipe/Confcommercio, meno del 10% dei lavoratori del settore è senza Green Pass, spinto dalla voglia e la necessità di ripartire con il lavoro.
Nelle campagne, invece, l’obbligo del Green Pass scatta per 400.000 lavoratori attualmente impegnati nello svolgimento di attività come la vendemmia, la raccolta delle mele e quella delle olive. Coldiretti ha detto che è attorno al 25% il numero di lavoratori agricoli italiani e stranieri che non sono ancora vaccinati, una percentuale pari a 100.000 persone. “Per non lasciare marcire le produzioni sugli alberi è importante intervenire per facilitare l’accesso al lavoro di quanti sono in regola - afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini - l’attività agricola è legata ai cicli stagionali delle coltivazioni e non può essere fermata”.
Ma come? La richiesta fatta è di introdurre strumenti flessibili, concordati con i sindacati, che consentano a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi ma non solo perché, secondo Prandini, “c’è la necessità di prorogare i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia e di pubblicare il decreto flussi 2021”. Situazione sotto controllo, invece, sul fronte di chi lavora in gdo, tranquillizza dal canto suo Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione: “stimiamo che la media complessiva di lavoratori privi di certificazione possa essere nell’ordine del 8-9%, se non inferiore, e non prevediamo criticità, al netto di possibili casi isolati. Sono state messe in campo, grazie a uno sforzo organizzativo notevole, tutte le soluzioni per garantire la sicurezza e la continuità di servizio ai cittadini. Le nostre aziende stanno monitorando l’evoluzione della situazione sotto tutti gli aspetti, compresa la logistica di fornitura, che al momento non registra particolari problematiche. L’introduzione del Green Pass obbligatorio nel mondo del lavoro, così come il sostegno all’ampliamento della copertura vaccinale - conclude Frausin - è una via per accelerare l’uscita dall’emergenza pandemica, che tutti noi speriamo di lasciarci alle spalle”.

Focus - Confagricoltura: “occorrono soluzioni pratiche. Aziende agricole in slalom tra sicurezza e proseguimento attività”
Confagricoltura sottolinea che è iniziata la stagione di raccolta della frutta, degli ortaggi autunnali e delle olive, e si sta ultimando la vendemmia, mentre fra pochi giorni partirà anche la campagna agrumicola e anche le normali attività aziendali rischiano di essere rallentate. Manca ancora l’emanazione del Dpcmper la determinazione delle quote annuali di cittadini stranieri da ammettere in Italia per motivi di lavoro nel 2021, né sono stati ulteriormente prorogati per legge (come invece avvenuto con la normativa emergenziale fino allo scorso 31 luglio) i nulla osta al lavoro stagionale e i permessi di soggiorno dei cittadini stranieri già presenti in Italia.
Si sta aggravando ulteriormente l’endemica situazione di carenza di manodopera. Circa un terzo dei lavoratori in agricoltura (390.000 secondo Inps) sono stranieri, il 60% dei quali di provenienza extracomunitaria. Molti non sono vaccinati o hanno ricevuto vaccini ancora non riconosciuti dalle autorità sanitarie europee (sputnik, sinovac, etc.). Un numero consistente è ancora in fase di regolarizzazione (ai sensi del Dl 34/2020) e per ragioni legate all’incertezza del loro status sono restii ad effettuare la vaccinazione o hanno difficoltà, qualora vaccinati, a reperire la certificazione verde per ragioni di carattere burocratico.
Confagricoltura da sempre sostiene l’obbligo di certificazione verde per prevenire la diffusione del virus tra i lavoratori e la necessità di incentivare la vaccinazione della popolazione, ma alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo, crescono le preoccupazioni per le ricadute organizzative del provvedimento nelle campagne.
L’Organizzazione degli imprenditori agricoli chiede un’accelerazione delle procedure europee per il riconoscimento degli altri vaccini. L’ingresso sui campi, soprattutto nelle grandi aziende con un elevato numero di lavoratori, non avviene attraverso un’unica via di accesso organizzata con tornelli. Le operazioni di raccolta si svolgono all’aperto e, perfino nel pieno della pandemia, dai dati diffusi dall’Inail risulta un numero di contagi molto contenuto. Servono - conclude Confagricoltura - specifiche misure pratiche e urgenti quantomeno per gli operai agricoli impiegati in lavorazioni all’aperto.

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