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NORMATIVA

L’etichetta ambientale diventa obbligatoria anche per la bottiglia di vino. E finisce nel QR Code

In vigore in Italia dal 30 giugno, c’è già chi, come Cecchetto, ha trovato la risposta: con l’app per la raccolta differenziata “Junker”

Tra i tanti ed ambiziosi obiettivi dell’Unione Europea, c’è quello di favorire percorsi di riciclo e riutilizzo e ridurre gli impatti sull’ambiente, contenuto nel “Pacchetto di direttive sull’economia circolare” adottato dalla Ue nel 2018, che stabilisce obiettivi vincolanti per il riciclo dei rifiuti e la riduzione del numero delle discariche entro il 2025. L’Italia, che di solito si trova a rincorrere le linee guida europee, questa volta è arrivata in largo anticipo, con il Decreto Legislativo 116 del 3 settembre 2020 - o “decreto rifiuti” - che dall’1 gennaio 2022 ha reso obbligatoria l’etichettatura ambientale degli imballaggi destinati al mercato interno.
Un obbligo che il “Decreto Milleproroghe” ha fatto slittare al 30 giugno, quando ogni imballaggio dovrà prevedere: una codifica alfanumerica che rappresenta il materiale di imballaggio (tappo sughero, vetro bottiglia, alluminio gabbietta), la famiglia dei materiali che lo compongono, le indicazioni sulla raccolta a supporto nel conferimento a fine vita dell’imballo, inserite sui singoli imballaggi, oppure sull’etichetta della bottiglia, o tramite QR Code o link sito web. E la risposta giusta pare arrivare proprio dal fronte dell’etichetta elettronica, la stessa in cui, alla fine del 2022, verranno inseriti gli ingredienti.
Appoggiandosi, come ha fatto Cecchetto, griffe del Raboso del Piave, a piattaforme esistenti. Ad esempio “Junker”, l’app per la raccolta differenziata più diffusa in Italia, che ha sviluppato un’etichetta ambientale digitale tradotta in 10 lingue e accessibile anche a non vedenti e ipovedenti. Inquadrando il QR Code, il consumatore conoscerà così il materiale di cui si compone e come deve essere differenziato di ciascun elemento del packaging (bottiglia, tappo e capsula, come si vede in questo esempio), ma anche informazioni di smaltimento geolocalizzate per ogni Comune italiano, grazie al Gsm degli smartphone.

 

Focus - Dentro al “Decreto Rifiuti”
Come aveva spiegato a WineNews qualche settimana fa l’avvocato Marco Giuri (Studio Giuri, Firenze), riferimento sulle norme del settore vitivinicolo, “tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche “Uni - Ente Italiano di Normazione” applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione Europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì, l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione”.
In sostanza, sottolinea lo Studio Giuri, l’articolo disciplina un obbligo e la responsabilità delle indicazioni relative all’etichettatura ambientale in capo ai produttori; le indicazioni obbligatorie che devono essere inserite in etichetta e che devono essere in conformità delle norme tecniche Uni ma nella forma e nei modi che le aziende ritengono più idonei ed efficaci. Tre, quindi, sono le indicazioni obbligatorie che l’etichettatura ambientale di ogni imballaggio deve prevedere: una codifica alfa-numeri, ai sensi della Decisione 129/97/CE che rappresenta il materiale di imballaggio (esempio: tappo sughero, vetro bottiglia, alluminio gabbietta eccetera); la famiglia dei materiali che lo compongono; le indicazioni sulla raccolta a supporto nel conferimento a fine vita dell’imballo (informazione che serve al consumatore finale).
“Tali indicazioni relative ai materiali di imballaggio e al loro smaltimento - continua lo Studio Giuri di Firenze - potranno essere inserite sui singoli imballaggi, oppure sull’etichetta della bottiglia, o tramite Qrcode o link sito web. La nota ministeriale diffusa il 17 maggio 2021 dal Ministero della Transizione Ecologica colma alcune lacune interpretative della normativa e chiarisce aspetti sulle specifiche tipologie di imballaggi, sui prodotti destinati all’esportazione fuori dall’Italia e sul ricorso al sistema digitale (App, Qr Code, barcode, siti internet)”.
Per la creazione dell’etichetta ambientale da inserire in bottiglia, oppure sui singoli imballaggi, oppure on line, sono molto utili le Linee Guida che il Conai - Consorzio nazionale imballaggi ha redatto in ausilio per fornire strumenti di orientamento pratico interpretativo e di supporto alle imprese. L’obbligo di etichettatura ambientale, salvo nuove prese di posizione del legislatore, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2022, a seguito della sospensione fino al 31 dicembre 2021 disposta dal Decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, cosiddetto “Dl Sostegni”. Che, inoltre, ha previsto la possibilità agli operatori del settore di commercializzare fino all’esaurimento delle scorte tutti gli imballaggi privi dei nuovi requisiti già immessi in commercio o già provvisti di etichettatura. Per concludere, il sistema sanzionatorio resta invariato e disciplinato dall’articolo 216, comma 3 del Tua, che quale prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.200 a 40.000 euro per chiunque immetta nel mercato interno imballaggi privi dei requisiti.

 

 

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