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INVESTIMENTI

Liv-ex 100, a luglio il primo calo (-0,3%) da giugno 2020: le tensioni si fanno sentire

Inflazione, costo dell’energia, quadro internazionale: anche i fine wine pagano i timori di un’economia alle strette. Resistono gli italiani
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L’andamento dei fine wine

L’economia globale è attesa alla prova di un autunno caldissimo, con l’inflazione che non accenna a frenare, così come l’aumento dei costi di materie prime ed energia, ed un contesto internazionale che - dall’Ucraina a Taiwan - vive tensioni sempre più drammatiche. Difficoltà che anche il vino è destinato a scontare, perché l’erosione del potere di acquisto della classe media si rifletterà inevitabilmente sui consumi quotidiani.

I primi segnali di difficoltà, però, arrivano dal mondo dei fine wine, con il Liv-ex 100 (https://www.liv-ex.com/), l’indice che traccia l’andamento dei prezzi dei 100 fine wine più pregiati sul mercato - di cui fanno parte anche il Barolo 2016 Bartolo Mascarello, il Barolo Monvigliero 2016 Comm. G.B. Burlotto, il Barbaresco 2018 Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2014 e 2013 Giacomo Conterno, il Masseto 2016 e 2017, l’Ornellaia 2018, il Brunello di Montalcino Poggio di Sotto 2016, il Sassicaia 2016, 2017 e 2018, il Solaia 2018, il Soldera Case Basse 100% Sangiovese ed il Tignanello 2016 e 2018 - che a luglio perde lo 0,3%. Non un crollo, ma un segno negativo che non si registrava da giugno 2020, quando il mondo usciva a fatica dal primo lockdown.

Da inizio anno, comunque, il Liv-ex 100 è in crescita del 4,8%, confermando lo storico andamento anticiclico dei fine wine, che però, ad agosto, difficilmente saranno in grado di invertire la tendenza. Il dato positivo, restando sulla performance di luglio del Liv-ex 100, arriva da due etichette del Belpaese: il Barolo Monvigliero 2016 Comm. G. B. Burlotto ed il Barbaresco 2018 di Gaja, i cui prezzi sono cresciuti, rispettivamente, dell’8% e del 6,8%. Anche il Liv-ex Fine Wine 50, che traccia invece i movimenti delle ultime dieci annate in commercio dei cinque Premier Cru di Bordeaux (Château Haut-Brion. Château Lafite-Rothschild, Château Latour, Château Mouton Rothschild e Château Margaux), chiude in negativo: -0,7%.

Allargando invece l’analisi al Liv-ex 1000, l’indice che raccoglie i sette indici regionali del Liv-ex (Bordeaux 500, Bordeaux Legends 40, Burgundy 150, Champagne 50, Rhone 100, Italy 100 e Rest of the World 60) e che analizza l’attività di trading di 600 wine merchant, il risultato del mese di luglio è ancora positivo, con una crescita dello 0,4%, nonostante il calo di tre dei suoi sottoindici. È il secondo mese consecutivo che il Liv-ex 1000 cresce meno dell’1% sul mese precedente, segnale comunque di un rallentamento evidente, che paga lo scotto dell’inflazione e della recessione ormai alle porte, e che consigliano cautela anche a chi investe in fine wine. In territorio negativo troviamo il Bordeaux Legends 40 (-0,4%), il Rhone 100 (-1,1%) ed il Rest of the World 60 (-0,8%), mentre la crescita maggiore è quella dello Champagne 50 (+3,1%), seguito dal Burgundy 150 (+1,2%), mentre Italy 100 (+0,3%) e Bordeaux 500 (+0,1%) sostanzialmente stabili. Da inizio anno, comunque, la performance migliore resta quella del Burgundy 150, cresciuto del 25,4%, mentre l’Italy 100 segna il +5,5%.

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