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ANALISI

Liv-ex: in un ottobre grigio brilla solamente lo Champagne, guidato dal Cristal di Louis Roederer

La quota di mercato delle bollicine di Francia al 18,1%, solo la Borgogna, da inizio anno, fa meglio. Gli effetti della “Top 100” by Wine Spectator

Dei principali indici del mercato secondario dei fine wine, ad ottobre 2022, si salva solo il Liv-ex Fine Wine 1000, che cresce di un +0,2%, mentre il Fine Wine 100 ed il Fine Wine 50 lasciano sul terreno, rispettivamente, lo 0,5% e lo 0,7%. Una crescita limitata, a ben guardare, ad un solo sotto indice, lo Champagne 50, che segna il +2,1%, e si conferma per il quinto mese consecutivo il più performante dei sette sotto indici del Fine Wine 1000.

A frenare il mercato, il ritorno in salute della Sterlina, la cui debolezza a settembre aveva favorito gli investimenti dagli Usa e dell’Europa, mentre ad ottobre il cambio ha ridotto il potere d’acquisto di Dollaro ed Euro. Inoltre, il Regno Unito registra il maggiore aumento dei tassi di interesse negli ultimi 33 anni, un po’ ovunque spira il vento della recessione, e dall’Asia - Hong Kong e Cina continentale - continuano a latitare gli investimenti.

Guardando alle quote di mercato, ottobre incorona Bordeaux, che ha rappresentato il 38,1% degli investimenti, seguito da Borgogna (22,6%), Champagne (18,1%), Toscana (6,7%), Piemonte (4,1%), Usa (3,7%) e Rodano (2,8%). Continua il calo dei vini Usa, anche a causa del Dollaro forte, che rende i californiani meno appetibili dagli investitori europei, mentre cresce, sensibilmente, lo Champagne, che un mese fa valeva il 15,4% delle transazioni e da inizio anno è cresciuto del +24,8% (solo il Burgundy 150 ha fatto meglio: +28,5%).

Non sorprende, quindi, che tra le cinque etichette più scambiate ci siano il Cristal 2008 e 2014 (al primo posto) di Louis Roederer ed il Dom Pérignon 2012. Nella top five degli aumenti del prezzo medio, inoltre, ci sono solo Champagne: Pol Roger Sir Winston Churchill 2012 (+14,2%), Philipponnat Clos des Goisses 2010 (+9,7%), Louis Roederer Cristal 2007 (+9%), Dom Pérignon 2009 (+7,8%) e Dom Périgon 2010 (+7%).

A due mesi dalla fine del 2022, l’anno sembra già avere un “vincitore”: il Cristal di Louis Roederer, da inizio anno è la seconda etichetta più scambiata per valore (appena dietro Château Lafite Rothschild) e il marchio più scambiato per volume, e a livello di singolo vino la sua annata 2008 è stata complessivamente il vino più scambiato per valore, seguita dalla 2014. Nel complesso, le quotazioni del Cristal nel 2022 sono cresciute del 37,5%, sovraperformando quelle del suo indice, lo Champagne 50. A garantire il massimo ritorno sull’investimento, ad oggi, è l’annata 2009, che tra le ultime (dalla 2008 alla 2014) è paradossalmente la meno premiata dalla critica. Un altro segnale di come la forza di un brand, in queste dinamiche, superi anche il giudizio della critica.

Detto dell’andamento di ottobre 2022, a novembre è la “Top 100” by Wine Spectator il primo elemento di novità. Il “Wine of the Year” del magazine Usa, lo Schrader Cellars Cabernet Sauvignon Double Diamond 2019, non era mai stato offerto sul Liv-ex, esordendo così sul mercato secondario dei fine wine, a poche ore dall’annuncio, ad una quotazione di 1.200 sterline per cassa. Château Talbot 2019 (n. 4) e Château de Beaucastel 2019 (n. 6) hanno, invece, segnato immediatamente i loro nuovi record di vendita, mentre Tignanello 2019, Fattoria Le Pupille Saffredi 2019 e Louis Roederer Cristal 2014 hanno tutti registrato un aumento deciso della domanda.

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