Dal grande affresco con il corteo di Dioniso nella sala per banchetti nella domus di Aulus Rustius Verus, a quello che raffigurerebbe un’antenata della pizza nell’insula 10 della Regio IX, dalla bottega di street food “ante litteram” nella piazzetta del quartiere del termopolio della Regio V, alla Casa dei Vettii, con gli straordinari affreschi della stanza degli Amorini vendemmiatori e del trionfo di Dioniso, dalla Villa dei Misteri a quella della Regina dedite alla produzione del vino, Pompei racconta al mondo anche l’antichità e la bellezza del rito della convivialità della tavola, di cui il vino è il compagno più fedele circondato dai prodotti del territorio. E, da oggi, lo fa anche con “Convivium: Sapori di Pompeii”, nuovo show culinario-culturale sul canale YouTube del Parco Archeologico più famoso al mondo, dove è stata pubblicata la prima puntata che, partendo dalla realizzazione e reinterpretazione di un’antica ricetta pompeiana da parte dello chef Fabrizio Mellino del ristorante tre Stelle Michelin Quattro Passi di Nerano, affiancato dal direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e dal funzionario archeologo Halinka Di Lorenzo, coniuga cultura, cucina e agricoltura sostenibile, per promuovere la conoscenza del patrimonio gastronomico e botanico del territorio, dal passato al presente.
Una conferma di come l’antica città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., Patrimonio dell’Unesco, sia un vero e proprio giacimento di archeologia “enogastronomica”, come dimostrano le ricerche sulla cucina pompeiana dello chef Paolo Gramaglia, una stella Michelin al ristorante President di Pompei con vista sugli scavi, a partire dai “panis” antichi, e il partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo grazie al quale il Parco Archeologico tornerà a produrre il “vino pompeiano” come al tempo degli antichi romani che lo esportavano nel mondo allora conosciuto - tra vini bianchi e rossi, da vitigni autoctoni come Piedirosso, Aglianico, Falanghina e Fiano in circa 7 ettari di vigneti in regime biologico dentro e fuori il Parco, con la previsione di produrre attorno alle 30.000 bottiglie tra 3-4 anni in una cantina ad hoc, come spiegato da Antonio Capaldo, presidente del Gruppo - secondo l’idea di Zuchtriegel di ricreare la “grande Pompei”, offrendo ai milioni di visitatori la possibilità alternativa di fare turismo enogastronomico, riducendo l’overtourism.
Protagonista della prima puntata di “Convivium: Sapori di Pompeii” è la cipolla bianca di Pompei, emblema dell’identità agricola locale e ponte narrativo tra archeologia e gastronomia antica e contemporanea. L’episodio si apre con uno show cooking ispirato alla Patella Lucretiana, ricetta dell’antica Roma a base di cipolle tratta dal “De re coquinaria” di Marco Gavio Apicio. Lo chef tristellato Fabrizio Mellino propone una reinterpretazione contemporanea del piatto utilizzando gli ingredienti vegetali prodotti nel Vivaio della Flora Pompeiana della Casa di Pansa nella Regio VI, che fa da ambientazione alla puntata. A seguire, il programma include due focus scientifici dedicati al passato e al presente della cipolla bianca di Pompei: attraverso la presentazione di reperti paleobotanici, a cura dell’archeobotanica Chiara Comegna Ales Spa, viene raccontata la produzione e l’uso delle cipolle a Pompei nell’antichità; un secondo approfondimento, a cura del restauratore di giardini storici Maurizio Bartolini, è invece rivolto alle caratteristiche della varietà oggi coltivata nel Vivaio della Flora Pompeiana, mettendo in luce continuità e innovazioni rispetto alla tradizione agricola storica.
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