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Mance... all’americana: la proposta del Governo per regolamentare le “tips” ai camerieri

Dopo la sentenza della Cassazione del 2021, nella Legge di Bilancio la proposta che prende spunto dal modello Usa
5, CAMERIERI, DANIELA SANTANCHE, DEFISCALIZZAZIONE, LAVORO, LEGGE DI BILANCIO, MANCE, Italia
La defiscalizzazione delle mance ai camerieri

Quella delle mance, in Italia, è da sempre una enorme zona grigia, sia dal punto di vista tributario che di abitudine. A differenza dei Paesi britannici, nei bar e nei ristoranti del Belpaese lasciare la mancia ai camerieri non è la norma, ma l’eccezione, e non esiste una prassi consolidata su quanto lasciare: c’è chi dice il 10% del conto, ma in realtà il più delle volte la mancia si riduce a qualche euro. Negli Stati Uniti, al contrario, è praticamente obbligatorio, tanto che nel conto è già presente la possibilità di decidere quanto lasciare al cameriere, con una percentuale sul conto che va solitamente dal 10% al 20%. Vista da qui, una enormità. Vista da Oltreoceano, la normalità, anche perché un cameriere guadagna, di base, pochissimo, costruendo buona parte del proprio stipendio proprio sulle “tips”.

Tornando in Italia, è saltata all’occhio di molti analisti la proposta, in Legge di Bilancio, presentata dalla Ministra del Turismo Daniela Santanchè, di tassare al 5% le mance, un’imposta che andrebbe a sostituire l’Irpef e le addizionali regionali e comunali, entro il limite del 25% del reddito annuale. Una misura che va incontro a chi lavora, ma solo a patto che venga seguita da una riforma “all’americana”, che preveda di inserire le mance nel conto e, al contempo, che permetta di pagarle con la carta di credito. Una possibilità che oggi non esiste, ed è per questo che le mance sono rimaste nella zona grigia di cui sopra. Difficile definirla evasione, nonostante la sentenza della Cassazione del 2021 che, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate (qui il caso) ha stabilito che anche le mance lasciate dai clienti concorrono al reddito del lavoratore, in quanto somme ricevute nell’ambito del rapporto di lavoro, e quindi soggette a tassazione ordinaria.

A quella sentenza, non seguì alcuna regolamentazione, ma appare evidente come oggi, affinché la proposta della Ministra del Turismo vada in porto, ci sia prima bisogno di legiferare in tal senso. La domanda che in molti si stanno facendo, al di là delle buone intenzioni (premiare chi lavora e far emergere il sommerso), è che tipo di impatto avrà. Le differenze culturali con gli Stati Uniti sono evidenti, così come la differente capacità di spesa degli italiani. La speranza è che siano soprattutto i turisti stranieri a portare benefici ai camerieri di bar, ristoranti ed alberghi del Belpaese, ma il timore è che possa rivelarsi una misura di cui beneficerà solo una piccola platea di dipendenti impiegati nella ristorazione e nell’accoglienza di lusso.

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